Omicidio Marianella, la svolta delle indagini: cinque nuovi arresti. Il racconto degli otto mesi dal 19 ottobre

(di Cristian Cocuccioni) Non erano in tre e questo lo si sapeva e sono arrivati nuovi arresti, con nuove accuse. Dietro l’agguato costato la vita a Raffaele Marianella, secondo la Procura, c’era un gruppo ben più numeroso. Otto mesi di indagini hanno consentito agli investigatori di ricostruire quella notte di violenza sulla Rieti-Terni e di arrivare a una nuova svolta: salgono a otto gli arrestati per l’omicidio del 65enne autista, ucciso il 19 ottobre scorso mentre stava riportando a casa i tifosi di Pistoia dopo la partita contro la Sebastiani.

Ai tre arrestati nelle ore immediatamente successive ai fatti – Manuel Fortuna, Alessandro Barberini e Kevin Pellecchia – si aggiungono ora il capo ultrà Giuseppe Aguzzi, Luigi Vagni, Francesco Pastorelli, Matteo De Santis e Flavio Perotti. Per tutti l’accusa è di concorso nell’omicidio di Marianella e di tentato omicidio nei confronti del secondo autista del pullman. Quattro dei nuovi arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Rieti, mentre uno, Flavio Perotti, è stato posto agli arresti domiciliari.

Per i tre già detenuti la posizione si aggrava ulteriormente. Oltre all’accusa di omicidio volontario in concorso, la Procura ha contestato anche il reato di tentato omicidio aggravato nei confronti dell’autista che era alla guida del pullman al momento della sassaiola.

Un ruolo determinante nell’evoluzione dell’inchiesta lo avrebbero avuto proprio le parole di Kevin Pellecchia, come riportato da ANSA. Secondo quanto emerso dalle intercettazioni ambientali effettuate all’interno della Questura, il giovane, credendo di non essere ascoltato, avrebbe confessato che il sasso che ha colpito mortalmente Marianella era stato lanciato da lui ha riportato Ansa. Dichiarazioni che, unite alle testimonianze raccolte – tra cui quella di un minorenne presente quella sera – e agli approfondimenti investigativi, e poi alle successive parole sempre di Pellecchia, avrebbero consentito di ricostruire il coinvolgimento degli altri componenti del gruppo, di fatto traditi proprio dalle parole del 21enne, riporta sempre Ansa.

Le indagini hanno infatti ricostruito un contesto ben più ampio rispetto a quanto emerso nelle prime ore. Quella sera non agirono soltanto tre persone: secondo gli inquirenti furono almeno tre le auto partite dal PalaSojourner dopo una partita già caratterizzata da momenti di forte tensione. Già durante l’intervallo lungo si erano registrati attriti tra le tifoserie, tanto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per evitare scontri.

In questi mesi il delitto Marianella ha avuto conseguenze profonde. I Comuni di Rieti e Pistoia si sono costituiti parte civile, il PalaSojourner è rimasto chiuso per due gare e, nel quartiere di Campoloniano, è stata inaugurata una targa in memoria dell’autista alla presenza del ministro per lo Sport Andrea Abodi. Non sono mancati episodi di tensione, come lo striscione comparso all’esterno del palazzetto con la scritta: “Nascondetevi infami, sappiamo chi siete”, rivolto evidentemente agli ultras che hanno collaborato con le Forze dell’Ordine.

Sul caso si è acceso anche il dibattito politico, dopo l’emergere di presunti legami di due arrestati con ambienti dell’ultradestra. Un’ipotesi che il procuratore Paolo Auriemma ha escluso, chiarendo come il movente non sia riconducibile a ragioni politiche.

La morte di Raffaele Marianella ha fatto rapidamente il giro dei media nazionali e internazionali. Un uomo che stava semplicemente svolgendo il proprio lavoro, rimasto vittima di una violenza cieca e di una follia che nulla aveva a che fare con lui. Oggi la nuova ondata di arresti rappresenta un passaggio decisivo dell’inchiesta, anche se il lavoro degli investigatori proseguirà per chiarire ogni responsabilità di una vicenda che ha segnato profondamente Rieti, Pistoia e l’intero mondo dello sport.

Foto: GRILLOTTI-VANNICELLI ©

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.