Il Circolo del Partito Democratico di Cantalice torna sulla vicenda della targa dedicata alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, installata nei mesi scorsi sul territorio comunale, e lo fa con una dura nota firmata dalla segretaria del circolo, Chiara Innocenzi.
“Quando la memoria diventa propaganda” è il titolo del documento con cui il Pd locale critica sia la collocazione della targa sia il comportamento dell’amministrazione comunale.
Nel comunicato si ricorda come la targa sia stata posizionata dal locale circolo di Fratelli d’Italia “in un luogo isolato e per di più vicino alla casa di Armando Nobile, partigiano”, una scelta che secondo i democratici “non è casuale e non è neutra”.
Il Pd precisa di non aver mai contestato il dovere della memoria nei confronti delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. “Riteniamo che quella tragedia debba essere ricordata con serietà, verità e rigore attraverso percorsi di memoria condivisa, capaci di favorire conoscenza storica e riflessione collettiva”, si legge nella nota.
Le critiche riguardano invece le modalità dell’iniziativa e gli aspetti amministrativi. Secondo il circolo democratico, la targa sarebbe stata installata con un’autorizzazione provvisoria rilasciata dal Comune e, nonostante la scadenza del provvedimento, sarebbe rimasta al suo posto.
“Contestiamo il comportamento dell’Amministrazione comunale, che non onora la solennità civile del Giorno del Ricordo e che, a scadenza dell’autorizzazione, non interviene né chiarisce definitivamente la propria posizione: un silenzio che di fatto legittima l’irregolarità”, afferma il Pd.
Nella parte finale del documento, il circolo sottolinea il ruolo che le istituzioni dovrebbero avere nella gestione delle commemorazioni pubbliche. “Le istituzioni hanno il dovere di custodire la memoria con equilibrio e responsabilità. Quando questa memoria viene piegata a finalità di parte e le procedure non vengono rispettate, non si tratta più di autentico intento commemorativo, ma di provocazione politica”.
Per il Partito Democratico di Cantalice si tratterebbe quindi di “un’operazione di propaganda che quasi oltraggia la memoria che dichiara di voler difendere”.
Il circolo conclude ribadendo il proprio impegno a favore di “una cultura della memoria fondata sul rispetto di tutte le vittime, sulla verità storica e sulla capacità di costruire consapevolezza, non contrapposizioni”.








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