«È arrivato il momento di pensare a una procedura concorsuale per la piazza della Torre di Amatrice e per tutti i luoghi iconici e strategici di queste zone». È partita da questa riflessione la relazione di Lorenzo Busnengo, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia (OAR), protagonista dell’incontro “Ripercorrere per Ricordare e Ricostruire”, la giornata organizzata ad Amatrice e Cittareale a dieci anni dal sisma del Centro Italia per fare il punto sul percorso della ricostruzione.
«Il bilancio a distanza di dieci anni dai tragici eventi – ha sottolineato Busnengo – non è esaltante in termini di ricostruzione dei nuclei urbani, ma soprattutto si è riscontrata la totale perdita di quel senso di comunità che ha sempre caratterizzato questi territori. Per un concreto e reale rilancio di questi territori serve un totale cambio di rotta: mai più singoli interventi fuori contesto e fuori scala, mai più un’ottusa ricostruzione filologica anche degli abusi. Gli Ordini devono dare il proprio contributo culturale e professionale per una nuova visione complessiva di sviluppo, delineando un nuovo modello di rinascita di questi borghi. Servono funzioni polarizzanti, attrattive e di qualità che possano ricostituire quei luoghi, quelle piazze e quegli spazi urbani propri di questi comuni. Un futuro che impone una riflessione profonda sulle destinazioni sportive, turistiche e ricettive, integrate nel grande valore naturalistico dei parchi e rispettose delle peculiarità paesaggistiche. L’impegno nei confronti di questi territori è responsabilità non solo degli Ordini, ma di tutto il Paese».
“Ripercorrere per Ricordare e Ricostruire” promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, ha unito una visita nei luoghi simbolo del sisma a un seminario tecnico dedicato alla ricostruzione, alla sicurezza, alla qualità progettuale e alla rigenerazione urbana, che ha generato un momento di confronto tra istituzioni e professionisti con l’obiettivo di trasformare la memoria del sisma in una nuova visione di sviluppo e prospettive future delle aree colpite.
Per Fabrizio Miluzzo, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Rieti, dopo la fase emergenziale è arrivato il momento di cambiare prospettiva: «Dopo dieci anni è ora di cambiare il paradigma e puntare il timone sulla qualità dei nuovi ambiti urbani. Bisogna garantire l’autenticità dei borghi, della cultura e dei rapporti sociali, per fare in modo che si possa ritrovare un motivo per rimanere, uno stimolo per tornare e una convenienza per i nuovi abitanti che potranno trovare nelle aree interne un luogo accogliente in cui vivere. Il paesaggio, punto di forza di questi territori, è stato ferito nella fase di emergenza per fare spazio alle strutture provvisorie. Senza quella compenetrazione tra spazi urbani e ambiente si perde la caratteristica più importante di questi contesti».
Alessandro Panci, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC si è invece espresso sul ruolo della progettazione come leva per la rinascita: «Il territorio colpito dal terremoto del Centro Italia è vasto e articolato, coinvolgendo numerosi Comuni e, in particolare, piccoli borghi che già prima del sisma erano interessati da fenomeni di spopolamento e progressiva perdita di vitalità. La sfida odierna va oltre la semplice ricostruzione materiale: si tratta di ripensare il futuro di questi luoghi, creando le condizioni per renderli nuovamente abitabili, attrattivi e capaci di generare nuove opportunità sociali ed economiche. La cultura del progetto e la qualità architettonica sono elementi fondamentali per una rinascita sostenibile e di lungo periodo».
A fare gli onori di casa i due sindaci:
Francesco Nelli, primo cittadino di Cittareale, che ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: «A dieci anni dal sisma del Centro Italia, Cittareale e Amatrice si ritrovano insieme per riflettere sul percorso compiuto e sulle sfide ancora aperte della ricostruzione. Questa iniziativa rappresenta un momento di memoria, confronto e condivisione delle migliori esperienze istituzionali e tecniche maturate in questi anni. Ricordare significa custodire il sacrificio delle comunità colpite; ricostruire significa continuare a investire nel futuro, nella sicurezza e nella rinascita dei nostri territori»;
Giorgio Cortellessi, sindaco di Amatrice che ha fatto il punto sulla ricostruzione: «Dalla visita di oggi abbiamo tratto degli spunti importanti che dovrebbero servire per le future calamità naturali per non ripetere gli errori che sono stati fatti ad Amatrice. Possiamo dire, se non ci saranno altri fermi, che finalmente la ricostruzione si sta avviando abbastanza velocemente. Nelle ultime ordinanze abbiamo previsto delle penali per le ditte che non finiscono i lavori nei tempi e stiamo cercando di accelerare la ricostruzione con somma difficoltà. A breve riapriremo corso Umberto I nel centro storico di Amatrice in modo da implementare la cantierizzazione anche nella parte nord visto che al momento è molto avanzata solo nella parte sud»








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