(Roberto Pentuzzi) “Per iniziare vorrei ringraziare coach Ciani – ha esordito così il patron Roberto Pietropaoli alla presentazione del nuovo coach della Sebastiani Andrea Fabrizi – che ha accettato il nostro accordo di uscita e gli auguro un bel futuro a Pistoia, ed inoltre ringrazio Crosariol ed Esposito. Dopo aver spiegato il progetto Sebastiani, durante il nostro primo incontro in un autogrill sulla A1, siamo usciti entrambi, io e Andrea, per parlarci, e l’intesa è nata in pochissimi minuti”
Lo staff tecnico sarà composto da Andrea Fabrizi, Andrea Ruggieri e ci tengo a sottolineare il ritorno di Mauro Angelucci, “un amico, un uomo legato a me e alla Sebastiani, da sempre”.
“La mia agenzia mi aveva anticipato che mi avrebbe chiamato il patron – dichiara il nuovo coach – per una settimana ho avuto gli occhi sul cellulare, la chiamata sembrava non arrivare, ma poi è arrivata e sono qui. So cosa significa Sebastiani per Rieti, questa è una città che ha passione, una società che ha passione, tutti presupposti per lavorare bene. Con Andrea Ruggieri ci conosciamo da tanto, se avessi accettato un’altra squadra lo avrei chiamato comunque con me. Devo solo ringraziare e spero di dare tutto, sono nato a Foligno, vivo a Perugia, una città che non é Bologna o Pesaro nella pallacanestro, ma io la mia strada la sentivo dentro comunque, era ed è la pallacanestro “.
Il patron ha annunciato anche il prolungamento del contratto ad Andrea Ruggieri, che, emozionato, ha confermato il suo orgoglio per lavorare a Rieti e per Rieti, non vedo l’ora di tornare a lavorare anche con Mauro Angelucci.
É tornare a parlare il nuovo allenatore: “Ormai sono 10 anni che alleno in tutte le categorie – prosegue Fabrizi – la mia conoscenza del campionato, dei giocatori, degli allenatori, é notevole, a chi mi chiede perché ho sempre fatto il vice allenatore, rispondo perché credo che lo facessi molto bene. Non nascondo che aspettavo che qualcuno mi desse La possibilità di fare il capo allenatore . Amo una pallacanestro dai ritmi alti, veloce, dove si allargano gli spazi, con giocatori che attaccano il ferro, é importante la transizione tra difesa ed attacco e naturalmente anche il contrario. Mi piacciono le difese che prendono iniziativa e non subiscano il gioco degli avversari, stiamo cercando giocatori che rientrino nel nostro sistema di gioco. Certo nei tanti raduni della nazionale ho conosciuto tanti ragazzi, che conoscono già il mio modo di lavorare”.
La chiusura è ancora della società.
“Non sono certo il primo con voglia di cambiare – afferma Roberto Pietropaoli – molte altre società importanti hanno fatto scelte coraggiose in merito al coach , rispetto alle precedenti stagioni abbiamo deciso di mantenere più riservatezza sui nomi, ma abbiamo già 4 giocatori quasi pronti . La cosa fondamentale è che i giocatori si cuciano addosso la maglia della Sebastiani. Quest’anno, prima di firmarlo, devono venire a parlare con me, voglio capire di persona se sposano il nostro progetto, un esempio che voglio citare è Baldirossi, prima dell’atleta conta l’uomo”.
“Rieti purtroppo, mi rammarica dirlo, – chiude il patron – non dá più l’idea di essere una grande piazza della pallacanestro italiana, la nostra città è meno fascinosa di altre città, per alcuni giocatori non è una prima scelta. La società lavorerà anche su questo, ma non basta, anche se vorrei ringraziare la associazione “Noi per la Sebastiani”, però serve altro, mi sarebbe di grande aiuto ricreare un ambiente dove é bello lavorare. Qualcuno della scorsa stagione é andato via anche per 20000 euro in meno, un altro allenatore con cui avevo parlato prima di Fabrizi, mi aveva detto “fatico a convincere i giocatori a giocare qui”, ma qualcuno ha accettato di venire a Rieti, il primo che voglio ringraziare di cuore é il nostro nuovo capitano Lorenzo Piccin, non posso non farlo, va amato come giocatore e come uomo”.
Foto: Gianluca VANNICELLI ©








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