Chiuso lo storico chiosco di kebab: il restyling alla stazione lo penalizza. Il titolare: “Un’ingiustizia, c’era l’udienza a ottobre”

(r.l.) Doccia fredda questa mattina per uno dei punti di ristoro più frequentati, apprezzati conosciuti dai pendolari e dai giovani della città. Il chiosco “City Best Kebab“, situato nella zona della stazione ferroviaria e del nuovo hub del trasporto pubblico locale, è stato posto sotto sequestro amministrativo dalla Polizia Locale di Rieti. I sigilli all’attività di ristorazione sono scattati oggi, mercoledì 27 maggio, intorno alle 11:45. La chiusura si inserisce nel più ampio e recente piano di riqualificazione dell’area della stazione che ha previsto, tra le varie misure, lo spostamento e la rimozione dei vecchi box commerciali. Una decisione a cui il titolare del chiosco, Mehmet Metinol , si era opposto per vie legali tramite i suoi avvocati, Enrico Colasanti e Antonietta Parrella.

Carte alla mano, i legali dell’attività avevano presentato un ricorso al Giudice di Pace di Rieti contro i provvedimenti del Comune. Con un decreto ufficiale (N. RG 423/2026), il Giudice di Pace aveva non solo fissato l’udienza di comparizione delle parti per il prossimo 9 ottobre 2026, ma aveva anche disposto, in via cautelare, la sospensione dell’esecutività dei verbali opposti. Una decisione che, secondo la difesa, avrebbe dovuto garantire al commerciante il diritto di continuare a lavorare in attesa che il giudice si esprimesse nel merito.
Tuttavia, stamattina gli agenti del Nucleo Vigilanza Attività Produttive della Polizia Locale si sono presentati sul posto supportati dalle Forze di Polizia a competenza generale — come previsto da un’ordinanza della Questura di Rieti per motivi di ordine pubblico — e hanno proceduto al sequestro della merce e delle attrezzature presenti nei box di viale Canali, nominando lo stesso titolare custode giudiziario dei beni. Nel verbale della Polizia Locale si fa riferimento a una violazione amministrativa risalente allo scorso aprile legata alla legge della Regione Lazio del 2019.

Il titolare si è rivolto a RietiLife per manifestare tutta la sua amarezza e segnalare quella che ritiene essere una palese stortura: “Credo sia profondamente ingiusto quanto accaduto oggi. Se c’è un’udienza già fissata a ottobre a seguito di una regolare opposizione presentata dai miei legali, e c’era un provvedimento di sospensione, non vedo perché la mia attività debba essere chiusa oggi, impedendomi di lavorare regolarmente. È una vera ingiustizia, e come me sono rimasti increduli anche i tantissimi clienti che ogni giorno si servono nel mio chiosco”. La vicenda promette ora di spostarsi nuovamente e con urgenza nelle aule del tribunale, mentre la zona della stazione perde temporaneamente uno dei suoi storici punti di riferimento commerciali.

Foto: Street View ©

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