Sanità reatina, l’attacco della minoranza: “Maccari non risponde, servono fatti”

Sanità reatina, l’attacco della minoranza: “Maccari non risponde, servono fatti”

 

Seduta tesa ieri, 19 maggio, in Commissione Sanità, dove i consiglieri comunali di minoranza hanno puntato il dito contro il direttore generale della Asl, Mauro Maccari, accusandolo di non aver fornito risposte concrete sulle principali criticità della sanità reatina.

 

A firmare la dura nota sono Gabriele Bizzoca, esponente di T’Immagini, e Maurizio Vassallo, del gruppo Per il Bene Comune – Progetto Civico Rieti.

 

Secondo i consiglieri, quella andata in scena in Commissione è stata “l’ennesima occasione mancata”, con il manager della Asl che avrebbe minimizzato le difficoltà del Pronto Soccorso, attribuendole principalmente all’invecchiamento della popolazione e a problematiche sociali, senza però indicare interventi immediati.

 

Nel mirino della minoranza c’è soprattutto il cosiddetto “effetto imbuto” che colpisce il Pronto Soccorso, dove i pazienti restano bloccati per l’impossibilità dei reparti di assorbire nuovi ricoveri. Tra le misure richieste vengono indicati i “letti ponte”, la Medicina ad alta turnazione e un limite regolamentare alla permanenza nell’Osservazione Breve Intensiva, definita ormai “una corsia di degenza forzata”.

 

Critiche anche sul tema delle liste d’attesa. I consiglieri sostengono che il direttore generale non abbia annunciato “alcuna misura straordinaria” per riaprire le agende bloccate, né un piano per estendere gli orari dei servizi diagnostici nelle fasce serali e festive.

 

La minoranza chiede inoltre chiarimenti sul robot chirurgico “Da Vinci Xi”, parlando di “giustificazioni generiche, silenzi e nervosismo” riguardo costi, procedure di acquisto e numero di interventi programmati, così come sull’utilizzo continuativo dei cosiddetti gettonisti.

 

Nel documento viene affrontato anche il tema delle nomine dei capi dipartimento. Secondo quanto riportato dai consiglieri, il Tribunale di Rieti avrebbe già accertato una condotta antisindacale da parte della Asl. “Il Direttore Generale – scrivono – ne ha ammesso pubblicamente l’arbitrarietà, ma l’Azienda continua a non osservare l’ordine del giudice”.

 

Da qui la richiesta formale di:

 

una risposta dettagliata sulle criticità evidenziate, in particolare sul robot Da Vinci Xi;

 

un piano immediato per abbattere le liste d’attesa, con estensione degli orari diagnostici e misure straordinarie per le prestazioni non prenotabili;

 

il ripristino delle condizioni di legalità nei rapporti sindacali e nelle nomine dirigenziali.

 

 

“La sanità reatina – concludono Bizzoca e Vassallo – non può essere gestita a colpi di comunicati autocelebrativi mentre i dati raccontano un’altra realtà. Se non arriveranno risposte, avvieremo tutte le iniziative istituzionali necessarie per garantire trasparenza, efficienza e tutela del diritto alla salute”.

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