La battuta è arrivata in diretta e ha centrato perfettamente il punto.
Durante la trasmissione di Sky Sport, il giornalista Nicola Roggero ha commentato con ironia – neanche troppo velata – la prestazione di Mattia Furlani a Shanghai, definendo l’8,43 metri come “la seconda miglior prestazione reatina di sempre”. Una frase che ha strappato un sorriso, ma che fotografa una realtà ormai evidente: il salto in lungo italiano parla sempre più spesso la lingua di Rieti.
Il riferimento non è casuale. Davanti a Furlani, nella speciale “classifica ideale” dei primati legati alla città sabina, c’è solo un nome: Andrew Howe, che nel 2007 volò fino a 8,47 metri a Osaka, firmando un record italiano ancora oggi intatto.
Furlani, con il suo 8,43, non solo si avvicina al record nazionale, ma entra ancora più di diritto in una sorta di continuità “reatina” fatta di talento, tecnica e salto… generazionale.
Il salto di Shanghai, arrivato nel contesto della Diamond League, ha avuto anche un peso tecnico evidente: 8,43 metri con vento regolare (+0.4), nessuna sbavatura sull’asse di battuta e una pulizia esecutiva che conferma la crescita di Furlani sotto ogni aspetto.
La stagione prosegue, e con essa anche la pressione buona. Roma sarà il prossimo passaggio naturale, con il pubblico italiano pronto a trasformare ogni salto in un evento.
Foto: WDL ©








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