Con il Pnrr un centro storico tirato a lucido ma senza anima – L’EDITORIALE DI LUIGI SPAGHETTI

Entro l’estate tutti i lavori finanziati con fondi Pnrr dovranno essere portati a termine con l’amministrazione comunale che continua a rassicurare sul rispetto del crono-programma. Siamo in pratica al rush finale.

La città, quindi, si riapproprierà di nuovi spazi prima dimenticati e nel degrado ma che ora con la riqualificazione in corso si apprestano ad essere frequentati. In particolare strade come via Cintia, via Varrone e la parte alta di via Garibaldi – tanto per rimanere all’interno delle mura – potranno essere vissute in modo diverso (e in qualche caso per la prima volta) non solo dai residenti ma anche da chi la città la frequenta solo per lavoro o per diletto.

La speranza è anche quella di accumunare gli interessi dei residenti e degli esercenti, soprattutto nella zona della movida al Ponte Romano. Interessi che, però, nonostante la buona volontà non sembrano al momento coincidere. Tutt’altro.

E così si susseguono le proteste di chi abita nei quartieri del centro dove sono presenti locali sempre più affollati di giovani e, purtroppo, spesso anche teatro di risse e atti vandalici.

A riaccendere i fari su un problema che anche noi abbiamo più volte affrontato è stata la recente chiusura temporanea di uno dei locali più in voga tra i giovani reatini ubicato a ridosso del ponte romano dove c’è la maggiore concentrazione dei locali della movida.

Un provvedimento non isolato ma purtroppo sempre più frequente a riprova di un fenomeno che porta – dati alla mano – inevitabilmente all’aumento di abuso di alcol, risse e microcriminalità, e non solo durante eventi con grande afflusso di persone.

E proprio in tal senso lo scorso anno è stato firmato un protocollo di “sicurezza partecipata” tra Prefettura, Comune e gestori dei locali pubblici, con l’obiettivo appunto di prevenire episodi critici senza però limitare le attività culturali e ricreative.

Il protocollo è stato sottoscritto anche dalle imprese che operano in quella stessa zona, le quali hanno assunto molte delle azioni di prevenzione previste quali, ad esempio, l’impiego di “addetti al servizio di controllo” di aziende deputate alla sicurezza.

Sulla misura adottata furono espresse non poche perplessità e il fatto che continuino a verificarsi episodi più o meno gravi lo sta a dimostrare proprio perché oltre a quello che già fanno i titolari delle attività nulla possono per impedirli, essendo loro quasi sempre i primi ad essere danneggiati da questi episodi.

Una volta, infatti, il gestore di un locale era un’autorità nell’esercizio delle proprie funzioni e aveva il potere e la facoltà di cacciare i clienti indesiderati o molesti. Oggi un gestore di locale rischia persino di essere denunciato se eccede nella reazione.

Senza dimenticare – nel rispetto della misura di polizia correttamente adottata da chi è preposto a tutelare gli onesti cittadini – che per il periodo della chiusura obbligata dovrà continuare a pagare tasse e bollette senza poter contare su alcuna entrata. Un danno doppio.

Oramai siamo alla vigilia della stagione estiva e mai come quest’anno si annuncia ricca di grandi eventi ed è quindi importante arrivarci pronti non solo con qualche cantiere ingombrante in meno ma nella possibilità di offrire a residenti, turisti e ai tanti giovani svago e divertimento in assoluta sicurezza.

Proprio per questo alcune associazioni di categoria continuano a chiedere “un presidio costante delle forze dell’ordine nel fine settimana, quando il numero delle persone aumenta e rende più difficile anche l’azione di controllo”.

A Rieti, come già più volte sottolineato, il tema della sicurezza legata ai grandi eventi è diventato centrale soprattutto in vista di una serie di manifestazioni sportive, culturali e religiose previste nei prossimi anni.

Il Comune ha approvato un piano strategico per trasformare Rieti in un polo di accoglienza turistica e culturale, collegato a eventi legati a L’Aquila capitale italiana della Cultura, agli Europei Under 18 di atletica di luglio e i Mondiali di volo a vela del 2027. Il progetto punta proprio a coordinare sicurezza, ospitalità, viabilità e servizi pubblici attraverso la collaborazione tra enti locali e operatori privati.

Manifestazioni come la Notte Bianca, la Fiera mondiale del peperoncino e la Processione dei Ceri (tanto per citarne una parte) hanno mostrato come il centro storico possa gestire grandi flussi di visitatori con eventi diffusi tra piazze, concerti e spettacoli attraverso dispositivi integrati di sicurezza e mobilità coordinati da forze dell’ordine e Protezione Civile.

Proprio per questo è necessario che la città torni fruibile attraverso una viabilità adeguata e magari con un piano parcheggi efficiente e che soddisfi tutti. Altrimenti il rischio maggiore è quello di avere un centro riqualificato, tirato a lucido, ma poco funzionale. A nostro avviso la vera scommessa dell’amministrazione attuale o di quella che verrà è proprio questa: ridare vitalità (magari anche con un nuovo piano del commercio) ad un centro storico sicuramente più bello ma senz’anima.

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