Crescono le denunce di malattia professionale nel Lazio e Rieti è tra le province che registrano l’incremento più marcato. A segnalarlo è la Cgil di Roma e del Lazio sulla base dei dati Inail relativi al primo trimestre 2026.
Nel Reatino le denunce sono passate da 144 a 180 rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento del 25%. Un dato superiore alla media regionale, che registra un incremento complessivo del 14,31%, passando da 1.481 a 1.693 denunce.
Secondo il report, aumentano quasi ovunque le segnalazioni di patologie legate al lavoro. L’incremento più forte riguarda i disturbi psichici e comportamentali, passati nel Lazio da 5 a 22 casi. Crescono anche le malattie dell’apparato respiratorio, dell’orecchio e i tumori di origine professionale.
La Cgil parla di un quadro “preoccupante” e chiede un rafforzamento della prevenzione, dei controlli e della sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro. Nel mirino del sindacato anche la crescita delle denunce classificate come “non determinato”, aumentate del 48%, elemento che secondo la sigla sindacale evidenzierebbe difficoltà negli accertamenti da parte dell’Inail, anche a causa della carenza di personale medico.
“L’assenza di un’inversione del trend – sottolinea la Cgil – rende evidente come l’attuale modello di fare impresa si regga spesso su carichi e ritmi di lavoro incompatibili con la salute”. Perché dietro certe statistiche ci sono numeri freddi solo in apparenza: poi li traduci e diventano articolazioni consumate, burnout e persone che continuano a lavorare anche quando il lavoro ha già iniziato a logorarle.








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