Si è conclusa con grande soddisfazione la nuova tappa didattica della Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari che si è svolta lo scorso fine settimana presso la cornice monumentale dell’Abbazia di Farfa, cuore spirituale della Sabina.
L’attività ha coinvolto 22 allievi selezionati tramite bando pubblico e provenienti da diverse regioni d’Italia (Abruzzo, Toscana, Campania, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Umbria, Sardegna).
Il progetto nasce da una solida sinergia istituzionale tra l’Assessorato alla Cultura della Città di Rieti e il Comitato Nazionale per l’Ottavo Centenario di San Francesco, presieduto da Davide Rondoni con il fondamentale apporto dei membri reatini del Comitato — Emanuela Varano, Gianfranco Formichetti e Mons.Antonino Treppiedi.
La sessione ha vissuto momenti di intensa commozione nel ricordo di David Riondino, recentemente scomparso, la cui direzione artistica continua a tracciare il solco della Scuola. Particolarmente significativa la presenza della moglie del Maestro, che ha voluto condividere con gli allievi la memoria e la “semina” artistica lasciata da Riondino, garantendo continuità umana e intellettuale al progetto. Il momento di massimo coinvolgimento emotivo è stato segnato dalla visione del documentario “Decameron. Canzoni e storie. La ballata del professore”, scritto e interpretato da Riondino insieme a Maurizio Fiorilla, per la regia di Raffaele Rago, uscito postumo. L’opera rappresenta un vero testamento spirituale e artistico ed incarna perfettamente l’anima della Scuola: l’idea di un’arte capace di educare, diverte e nobilitare l’essere umano.
Il calendario delle lezioni è stato denso di spunti critici e creativi, grazie all’intervento di docenti di alto profilo come Lucilio Santoni “Approfondimento sulla Poesia Spagnola in musica”, Claudio Sanfilippo “Una monografia dedicata a Georges Brassens, gigante che ha rivoluzionato la canzone d’autore europea” e Giordano Sangiorgi con “Un’analisi sull’attualità del mercato della musica e dello spettacolo dal vivo e sulle strategie d’accesso per i nuovi professionisti”.
La Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari si conferma così non solo un centro di formazione tecnica, ma un laboratorio di “Bellezza” e pensiero critico, capace di far dialogare la tradizione medievale con le esigenze del mercato culturale moderno.
“Siamo orgogliosi di vedere come la Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari stia crescendo e mettendo radici profonde nel nostro territorio – dichiara l’assessore alla cultura del Comune di Rieti, Letizia Rosati – Questa sessione a Farfa non è stata solo un momento di formazione tecnica, ma un’occasione di rigenerazione culturale che unisce il Comune di Rieti alle celebrazioni del Centenario Francescano. Vedere giovani talenti arrivare da tutta Italia per studiare qui, in Sabina, dimostra che la sinergia tra istituzioni e arte è la strada giusta per valorizzare la nostra identità e proiettarla nel futuro”.
Fondamentale per l’indirizzo culturale e creativo della Scuola è stata la sollecitazione di Emanuela Varano, membro del Comitato Nazionale.
“Studiare e approfondire le fonti francescane – ha dichiarato – è un passaggio imprescindibile per gli allievi di questa Scuola. Solo attraverso l’analisi filologica e spirituale dei testi originali è possibile cogliere appieno l’autenticità del messaggio francescano e tradurlo, con rispetto e creatività, nel linguaggio universale del teatro e della giullarata moderna.”








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