A Rieti e provincia le malattie professionali rappresentano un campanello d’allarme sulle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un segnale che non può essere ignorato. L’approfondimento della Uil di Rieti e della Sabina Romana, elaborato sui dati Inail, parla chiaro: nel primo trimestre del 2026 le denunce di malattie correlate allo svolgimento dell’attività lavorativa sono state 180, contro le 144 registrate nello stesso periodo del 2024.
“Registriamo un aumento di 36 casi – spiega Alberto Paolucci – un dato che conferma il trend di crescita comune agli altri territori del Lazio e che porta il totale regionale di denunce a 1.693, rispetto alle 1.481 del primo trimestre 2025”. Mentre gli infortuni sul lavoro sono eventi improvvisi e localizzati, le malattie professionali nascono e si sviluppano negli anni per esposizione prolungata a fattori di rischio presenti negli ambienti lavorativi. “In questi anni – prosegue il sindacalista – lavoratrici e lavoratori pagano il prezzo di una prevenzione troppo spesso inadeguata e di carenze nei controlli”. Non è un caso che il 2023 si concluse con 434 denunce, il 2024 con 539 e il 2025 con 585 denunce.
“E’ un trend in continua crescita che non può essere sottovalutato – aggiunge il segretario – E’ necessario quindi rafforz
Dal focus della Uil di Rieti emerge che ad essere più colpiti sono i lavoratori (1279 denunce), contro le 414 riscontrate fra le lavoratrici. Le malattie maggiormente denuncia








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