Il tema della sicurezza urbana continua a tenere banco. Nonostante dalla prefettura come abbiamo già detto la scorsa settimana siano arrivati segnali tranquillizzanti con i reati nei primi tre mesi di questo anno in deciso calo rispetto allo stesso periodo del 2025, sono state due le iniziative a firma di partiti e movimenti del centro destra – quindi appartenenti alla maggioranza di governo (nazionale e locale) che per primi dovrebbe garantire in sinergia con le forze dell’ordine la sicurezza pubblica – a tenere accesi i riflettori su quello che però, a loro dire, viene considerata una emergenza. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati che guidano Comune e Provincia hanno deciso di sostenere l’iniziativa di Area che aveva l’intento di “puntare l’indice sull’immigrazione incontrollata, restituire ai cittadini gli spazi pubblici e riaffermare il valore della comunità, della sicurezza e dell’identità”. Ma sul tema la Lega è andata oltre attraverso il Controllo di vicinato, altra iniziativa a tutela di quella sicurezza – che per i partiti di maggioranza – “sarebbe venuta meno sul territorio come confermato da alcuni episodi di microcriminalità e degrado che hanno interessato diverse aree della città”. L’iniziativa è stata presentata all’indomani dell’approvazione della delibera in giunta a tre anni dall’avvio dell’iter. Un po’ troppo per i leghisti che non senza fastidio ne hanno rivendicato la paternità. Un progetto come sottolineato “nato per colmare il divario tra i cittadini e le forze dell’ordine, prevenire i reati, migliorare i rapporti tra vicini e aumentare la percezione di sicurezza”. Ma il controllo di vicinato per funzionare bene va organizzato in modo equilibrato con regole chiare e in collaborazione con le autorità. Invece potrebbe diventare problematico quando invece sfocia in sospetto eccessivo o comportamenti invadenti tali da creare possibili tensioni sociali. E il punto è proprio questo: per rendere effettiva la delibera approvata servirà sia la firma congiunta del protocollo d’intesa tra Comune e Prefettura che l’approvazione del relativo regolamento. Un passaggio tutt’altro che scontato con la Lega che non nasconde la preoccupazione di ulteriori boicottaggi da parte di chi – tra gli stessi alleati – il Controllo di vicinato lo ha sempre osteggiato. Un timore più che giustificato soprattutto alla luce delle stilettate lanciate nei confronti degli alleati, in particolare Fratelli d’Italia e Forza Italia, accusati non solo di ostilità ma che “si starebbero disunendo al contrario della Lega che invece non solo è l’unico partito a restare unito ma destinato anche a diventare il primo partito a Rieti”. Parole che hanno indispettito gli alleati che hanno rivendicato al contrario – seppur con i dovuti distinguo – coesione, lealtà e unità d’intenti. Insomma le frizioni (per usare un eufemismo) all’interno della maggioranza continuano ad esserci e si trascinano oramai da più di un anno e le parole dell’assessore leghista De Santis, che già alcuni mesi fa minacciava di presentare un proprio candidato sindaco, sono tornate ad essere un monito per Sinibaldi la cui ricandidatura sembra scontata solo per Fratelli d’Italia. Ad aumentare poi i malumori all’interno della maggioranza non solo le scelte impopolari operate in questi anni come il piano parcheggi, la viabilità e la pessima gestione dei cantieri del Pnrr che hanno paralizzato la città e che, ad oggi, non sembrano aver portato quei vantaggi auspicati in termini di vivibilità. Tradotto: una mancanza di visione su quella che deve essere la Rieti del futuro. Non solo. I soliti bene informati parlano anche di scontri accesissimi a Palazzo di Città su presunti incarichi professionali, assunzioni e poltrone nei cda che contano assicurati a parenti, fidanzate e amici degli amici e, a quanto pare, persino a chi fino al giorno strizzava l’occhio alla coalizione opposta. Manovre e comportamenti non graditi da chi, invece, pur facendo parte della stessa maggioranza di governo, si sarebbe ritrovato con un pugno di mosche in mano.
Insomma la sensazione è che siamo soltanto all’inizio della definitiva resa dei conti che potrebbe portare – come già detto – la maggioranza a presentarsi non più come blocco monolitico alle prossime amministrative ma in ordine sparso. In tutto questo marasma sarà capire il ruolo che potrebbe avere il progetto che vede la confluenza del Movimento Indipendenza di Gianni Alemanno in Futuro Nazionale del generale Vannacci. L’obiettivo dichiarato certo è quello di gettare le basi anche a Rieti per la nascita di un nuovo polo sovranista. Stessa curiosità anche per il Progetto civico Italia che fa capo ad Alessandro Onorato che ha presentato la sua squadra locale e si sta strutturando per la prossima sfida elettorale collocandosi nell’area del centrosinistra.
Nel frattempo l’unico candidato sindaco dichiarato, Claudio Valentini, continua la sua campagna elettorale “a fari spenti” che lo sta portando a dialogare con vecchi e nuovi soggetti politici. Tutto questo in attesa che anche il centrosinistra trovi la quadra per poter presentare un candidato che sia una alternativa credibile al centrodestra. L’auspicio è che il prossimo sindaco, a prescindere dall’espressione politica, sia in grado di risolvere i veri problemi di una città stretta nella morsa di una crisi economica con centinaia di lavoratori del Nucleo industriale (e non solo) che il 1° maggio non hanno potuto viverlo come una giornata di festa.








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