“Un’azienda chiusa nel silenzio: si tratta della ITek, altre famiglie reatine in difficoltà”

(r.l.)  In occasione del Primo Maggio, giornata tradizionalmente dedicata al lavoro e alle sue fragilità, un ex lavoratore decide di raccontare quanto accaduto a una realtà dell’indotto reatino. Un’azienda che, nel giro di pochi mesi, sarebbe uscita di scena senza particolare eco nel dibattito pubblico locale.

Si tratta della ITek, operante nel settore delle pompe dosatrici, che per anni ha garantito occupazione a diverse decine di lavoratori. Secondo quanto riportato nella lettera, la società avrebbe progressivamente subito gli effetti di un equilibrio economico fragile, legato alla forte dipendenza da un unico grande committente.

Una condizione che, in casi simili, può rendere l’intera struttura produttiva vulnerabile a scelte industriali esterne, non sempre legate alla gestione interna. “Basta una decisione diversa altrove – scrive l’ex dipendente – e a pagare sono sempre i lavoratori”.

Il punto centrale della testimonianza riguarda però il silenzio che avrebbe accompagnato la vicenda. Molti dipendenti, viene sottolineato, si sarebbero ritrovati improvvisamente senza lavoro e senza adeguate tutele, in un contesto percepito come poco visibile sul piano pubblico e istituzionale.

“Non è un’accusa verso qualcuno – precisa la lettera – ma un invito a non ignorare queste storie. Dietro ogni chiusura ci sono famiglie, mutui, vite spezzate”.

Un appello finale alla consapevolezza: il lavoro, si legge, non si difende solo nelle grandi vertenze, ma anche nelle tante piccole crisi che, spesso, restano fuori dai riflettori.

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