Si è svolto nella giornata di ieri, presso la sede della ASL di Rieti, il corso di primo soccorso promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Rieti, in collaborazione con la stessa azienda sanitaria e il Liceo Scientifico Carlo Jucci di Rieti. L’iniziativa rientra nel progetto sperimentale del Ministero dell’Istruzione – FNOMCeO “Biologia con curvatura biomedica”.
Protagonisti della giornata sono stati studenti, docenti e personale ATA dell’I.I.S. “Carlo Jucci”, coinvolti in un percorso formativo intensivo dedicato alla gestione delle emergenze-urgenze. Un’esperienza concreta, lontana dalla teoria fine a sé stessa, che ha permesso ai partecipanti di mettere le mani – letteralmente – sulle tecniche salvavita.
Durante il corso sono state infatti acquisite le competenze di base previste dal protocollo BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), con particolare attenzione alla rianimazione cardiopolmonare e all’utilizzo del defibrillatore automatico esterno. Strumenti fondamentali che, se utilizzati correttamente nei primi minuti, possono fare la differenza tra la vita e la morte.
Al termine della formazione sono state rilasciate certificazioni, diplomi e tessere di idoneità, sia ai nuovi partecipanti sia a coloro che hanno seguito il percorso di aggiornamento (retraining).
Di alto profilo il panel dei docenti, composto da professionisti qualificati: tra questi il dottor Francesco Musto, responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Anestesia della ASL di Rieti, affiancato da tutor d’aula e istruttori Ares 118, che hanno garantito un livello formativo concreto e immediatamente applicabile.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il presidente dell’Ordine dei Medici, dottor Tittoni: «La scuola si conferma un contesto strategico per la diffusione della cultura dell’emergenza-urgenza. Attraverso questo progetto rafforziamo le competenze trasversali degli studenti, promuovendo consapevolezza, responsabilità e attenzione ai determinanti della salute».
Un’iniziativa che va oltre la semplice formazione: è un investimento culturale. Perché insegnare ai giovani come intervenire in situazioni critiche significa costruire cittadini più preparati, più consapevoli e, soprattutto, pronti ad agire quando serve davvero.








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