Dal 1 al 3 maggio 2026 il Rifugio Cognolo, nel Comune di Casperia, diventa il cuore pulsante della Sabina con il Festival della Montagna, tre giorni dedicati a natura, cultura e socialità. Un appuntamento che punta a trasformare l’esperienza in quota in un’occasione di incontro autentico, tra musica, laboratori e vita all’aria aperta.
L’iniziativa si inserisce nel progetto “Medioevo che Rivive”, promosso dai Comuni di Montasola, Roccantica e Casperia e finanziato dal PNRR – Bando Borghi. Un piano che guarda lontano ma parte da un’idea semplice e concreta: valorizzare i piccoli centri, le aree interne e il loro patrimonio storico e ambientale, rimettendoli al centro della vita sociale e culturale del territorio.
Per tre giorni il Rifugio Cognolo non sarà solo un luogo, ma un’esperienza. Il programma prevede musica dal vivo, laboratori creativi, momenti di convivialità e spazi di condivisione pensati per tutte le età. Tra gli appuntamenti più attesi ci sono le esibizioni degli Aspra Posse, un trio jazz, le jam session aperte e i DJ set serali che accompagneranno le notti in quota.
Non mancherà lo spazio per il gusto e la permanenza: un’area ristoro con cibo e bevande e la possibilità di pernottare in tenda permetteranno ai partecipanti di vivere pienamente il contatto con la montagna, senza filtri e senza fretta.
Il Festival della Montagna non è però soltanto intrattenimento. È parte di un percorso più ampio di rigenerazione territoriale che punta a creare nuove opportunità, soprattutto per i giovani, rafforzando il legame tra comunità e territorio. L’idea è quella di dimostrare che la collaborazione tra borghi può diventare una leva concreta di sviluppo, capace di generare energia culturale e sociale.
In questo contesto, il Rifugio Cognolo – gestito dall’associazione ALA APS – rappresenta già oggi un esempio concreto di rinascita: un presidio di accoglienza, cultura e cura del territorio che ha saputo trasformarsi in punto di riferimento per chi crede in uno sviluppo sostenibile e condiviso.
Il Festival della Montagna si presenta dunque come un invito aperto a riscoprire la Sabina da una prospettiva diversa: più lenta, più autentica, più vicina alle persone e alla natura. Un’occasione per vivere il territorio non da spettatori, ma da protagonisti.








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