Salone del mobile, il legno diventa leva di ricostruzione e sviluppo nell’Appennino centrale

Al Salone del Mobile di Milano si accende il focus sulla filiera del legno-arredo come motore della ricostruzione post sisma 2016 e strumento strategico per la crescita sostenibile dell’Appennino centrale.

Nel corso dell’incontro promosso dalla Struttura Commissariale Sisma 2016 insieme a FederlegnoArredo e Assolegno, sono stati presentati i risultati delle misure introdotte per incentivare l’utilizzo del legno nelle nuove edificazioni e nelle ricostruzioni private con danni gravi.

Un’ordinanza specifica ha previsto una maggiorazione del 10% del contributo pubblico per chi sceglie strutture portanti in legno. Un intervento che ha già prodotto effetti concreti: la quota di progetti con utilizzo del legno è passata dall’8% a oltre il 25% in pochi mesi.

Un cambio di paradigma che riguarda un territorio vastissimo, il cratere sisma 2016, oltre 8.000 km² e oggi il più grande cantiere edile d’Europa, dove il legno si sta affermando come materiale strategico per antisismicità, sostenibilità e filiera locale.

Il Commissario Straordinario Guido Castelli ha sottolineato il valore dell’operazione:

“Con 28 miliardi di investimenti il cratere sisma 2016 è oggi il più grande cantiere edile d’Europa. Il bonus legno sisma è un incentivo che sta mettendo le basi per un’economia stabile e duratura dell’Appennino centrale”.

Per il Senatore Giorgio Salvitti, il progetto rappresenta anche una strategia contro lo spopolamento:

“Curare i boschi significa prendersi cura dell’ambiente. Dove c’è economia i territori vivono”.

Sul piano industriale, il presidente di Assolegno Claudio Giust ha evidenziato il potenziale del settore:

“Il legno è un materiale chiave per la decarbonizzazione e uno strumento di sviluppo economico e sociale. L’esperienza dell’Appennino centrale dimostra che le filiere locali possono davvero nascere e crescere”.

Fondamentale anche il contributo della ricerca e delle fondazioni, con Fabio Renzi (Fondazione Symbola) che ha richiamato il ruolo della gestione forestale sostenibile come asset strategico per il futuro del territorio.

Nel corso dell’evento è stata inoltre annunciata la nascita di nuovi impianti produttivi, tra cui una segheria ad Ascoli Piceno con capacità di 15.000 tonnellate annue, segnale concreto della crescita della filiera.

L’obiettivo condiviso è chiaro: trasformare la ricostruzione in occasione di sviluppo, valorizzando il patrimonio forestale italiano e riducendo la dipendenza dall’estero, oggi ancora superiore all’80% del fabbisogno nazionale.

Un percorso che unisce sicurezza, economia e sostenibilità, con l’Appennino centrale come laboratorio nazionale di una nuova edilizia basata sul legno.

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