La Relazione annuale ANAC 2025, presentata oggi dal Presidente Giuseppe Busia presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, evidenzia come il percorso di ricostruzione post sisma del Centro Italia continui a distinguersi per un modello fondato sulla vigilanza collaborativa e sulla cooperazione istituzionale. In particolare, viene sottolineato come anche nel 2025 sia proseguita una proficua collaborazione tra ANAC e il Commissario straordinario, finalizzata a sostenere concretamente gli enti del cratere sismico nelle procedure di affidamento e gestione degli interventi. Tra gli elementi qualificanti di questo rapporto si evidenziano: • l’aggiornamento degli atti-tipo, strumenti fondamentali per uniformare e semplificare le procedure; • il confronto continuo su aspetti applicativi e operativi, con il coinvolgimento diretto delle strutture territoriali; • il supporto ai RUP e agli enti locali nella gestione delle criticità della fase esecutiva dei contratti. “La collaborazione ha contribuito a rafforzare un sistema in cui la trasparenza non rappresenta soltanto un obbligo formale – ha dichiarato il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli -, ma un elemento strutturale del processo di ricostruzione, anche grazie alla digitalizzazione e alla standardizzazione delle procedure promosse dall’Autorità. I dati riportati nella Relazione confermano inoltre la rilevanza dell’attività svolta: centinaia di procedure monitorate e un volume significativo di investimenti sottoposti a controllo preventivo, a testimonianza di un sistema di vigilanza efficace e capillare. Il rapporto con ANAC – prosegue Castelli – rappresenta un esempio virtuoso di come le istituzioni possano lavorare insieme per coniugare legalità, trasparenza e rapidità degli interventi. Un modello che ha consentito di accompagnare la ricostruzione con strumenti moderni e affidabili, e che oggi può essere assunto come riferimento anche in altri ambiti della spesa pubblica. La ricostruzione del sisma 2016 – conclude – si conferma così non solo come un processo di ripristino materiale dei territori, ma anche come un laboratorio avanzato di buona amministrazione, capace di innovare le modalità di gestione delle opere pubbliche.








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