Doveva essere il simbolo della rinascita urbana, il segnale di una città pronta a ritrovare ordine e bellezza dopo mesi di cantieri. La riapertura di via Cintia ha sicuramente restituito centralità a uno degli assi principali del centro storico, ma non tutti sembrano convinti del risultato finale. In redazione è arrivata la lettera di un lettore che, con tono ironico e pungente, racconta le sue impressioni dopo aver percorso la strada appena restituita alla città.
“Oh che bello, riaprono via Cintia, finalmente Rieti ritrova la sua “allure” urbanistica. chissà quanti lo hanno pensato, dopo secoli di lavori, o per lo meno sperato, salvo poi trasalire: ops, l’incantesimo dell’attesa demolito appena lo sguardo si allunga sulla via. Cosa mai saranno, esclama un bambino curioso, quei quattro giganti nidi rovesciati color crema, simil lampioni, che svettano all’ingresso e non si armonizzano per nulla con la cornice architettonica di una città che vanta comunque una bellezza per così dire romanica e medievale? Mica serviranno – non sia mai! – a collegare la città con Roma, che poi arrivano gli invasori brutti e cattivi? Ah forse servono a richiamare invece qualche alieno perso nello spazio che può scambiarli per basi di atterraggio. Una moderna area 51, insomma. Ma il peggio arriva quando il cittadino, che ancora in fondo al cuore spera nel miracolo, si trova a dover stare attento a non essere investito dalle auto che sfrecciano, sì proprio così, in via Cintia che pullula di pedoni che camminano on mezzo alla strada, perché, magia! sono scomparsi i marciapiedi che almeno prima proteggevano il passaggio dei pedoni. In compenso, qua e là, spuntano blocchi marmorei che somigliano a delle panchine disposte con una genialità fuori dal comune che basta poco così per essere scantucciate, se non prese in pieno, dalle auto. Che poi uno ci si siede sopra e respira ad altezza macchina l’emissione dei gas salutari. esempio di ingegneria green, capolavoro partorito dopo mesi e mesi di cantieri aperti che oltretutto hanno fatto saltare i nervi ai cittadini. alzi la mano chi non ha imprecato almeno una volta pensando però: dai ne varrà la pena, Rieti tornerà a splendere. peccato che per il momento a splendere, sotto il sole primaverile, sono le voragini, pardon le buche, che ovunque, quando meno te lo aspetti, regalano brividi da foratura delle gomme dell’auto. insomma, lungi dal pensare che la nuova via Cintia trasformasse Rieti in una piccola New York, vero sindaco?, però, dai, così non ci resta che piangere. O forse ridere che è meglio!”.
Uno sfogo che, al di là dell’ironia, mette sul tavolo questioni concrete: sicurezza dei pedoni, impatto estetico degli arredi urbani e qualità complessiva dell’intervento. La riapertura di via Cintia rappresenta senza dubbio un passaggio importante per la città, ma il dibattito resta aperto. E come spesso accade, sarà il tempo – e soprattutto l’esperienza quotidiana dei cittadini – a dire se questa trasformazione sarà davvero all’altezza delle aspettative.








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