Hai cartelle esattoriali ancora da regolarizzare? Nel corso degli anni ti sei trovato a fare i conti con fermi amministrativi sull’auto, ipoteche sugli immobili o blocchi su conti correnti e stipendi? Oggi si apre una nuova opportunità per alleggerire la propria posizione debitoria grazie alla rottamazione quinquies.
A sottolinearne il valore è il Segretario di Confartigianato Imprese Rieti, Maurizio Aluffi, che evidenzia come si tratti di “un’opportunità importante per cittadini e imprese, capace di consentire un rientro sostenibile delle posizioni debitorie. Un segnale positivo che va nella direzione di sostenere chi ha attraversato momenti di difficoltà, offrendo strumenti concreti per ripartire”.
La misura consente di chiudere i debiti con il Fisco in forma agevolata, prevedendo il pagamento del solo capitale e l’azzeramento di sanzioni, interessi di mora e aggio. È inoltre possibile scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione oppure la rateizzazione fino a diversi anni.
La definizione agevolata riguarda numerosi debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, tra cui imposte, contributi INPS e alcune sanzioni amministrative, purché maturati entro il 31 dicembre 2023.
Attenzione alla scadenza
La domanda di adesione dovrà essere presentata entro e non oltre il 30 aprile 2026. Si tratta di un termine tassativo: oltre tale data non sarà più possibile accedere alla misura.
Perché è importante agire subito
La rottamazione quinquies rappresenta un’opportunità significativa di risparmio rispetto alle procedure ordinarie di riscossione. Per le sue caratteristiche, viene considerata una misura straordinaria che potrebbe non essere riproposta in futuro.
Il supporto di Confartigianato Imprese Rieti
L’associazione è a disposizione per:
- verificare la posizione debitoria;
- valutare la convenienza dell’adesione;
- fornire chiarimenti e informazioni;
- assistere nella presentazione della domanda.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Fiscale di Confartigianato Imprese Rieti al numero 0746/218131, chiedendo delle colleghe Maria Cusmano, Silvia Sepe e Flavia Rinaldi, oppure scrivendo a: [email protected].








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