Le vacanze di Pasqua appena trascorse come da tradizione dovevano rappresentare un primo banco di prova in vista dei prossimi ponti e soprattutto della stagione estiva. Quindi tracciare un primo sommario bilancio per quanto riguarda il settore turistico che com’è noto – dati alla mano – stenta a decollare.
Quest’anno però complice soprattutto il bel tempo e le temperature miti si sono registrate importanti presenze un po’ ovunque. Persino in città tornata finalmente a popolarsi. Ma che si tratti dell’inizio di una inversione di tendenza o più semplicemente di turismo “mordi e fuggi” è presto dirlo. Non resta che attendere i dati certificati e, almeno per ora, prendere atto dei commenti di giubilo da parte degli amministratori di solito abilissimi a mistificare la realtà per un proprio tornaconto politico.
La Pasqua ha pure sancito la conclusione della stagione invernale del Terminillo mai così innevato negli ultimi anni in questo periodo. E per una stazione sciistica la presenza della neve, come si sa, è fondamentale per garantire il successo. Una affluenza importante soprattutto nei fine settimana che ha posto il Terminillo di nuovo al centro dell’attenzione di migliaia di appassionati.
Per la prima volta, nella sua centenaria storia, la stazione montana dell’ex Montagna di Roma non si è fatta trovare impreparata offrendo servizi adeguati e soprattutto garantendo laddove possibile la fruizione di tutti gli impianti di risalita grazie alla gestione di Asm e nel caso della pista di fondo tra le più lunghe dell’Appennino di una società privata. Entrambe hanno operato con dedizione e professionalità.
Insomma come sottolineato da sindaco e assessore al Turismo è stato il frutto di un lavoro corale che ha coinvolto istituzioni, operatori e professionisti del settore, motore trainante per il nostro turismo montano.
Valorizzare la montagna reatina, considerata un patrimonio strategico per l’economia e il turismo dell’intero territorio, deve essere l’obiettivo prioritario. Un obiettivo, però, capace di guardare oltre la stagione invernale.
Quest’anno è andata bene grazie alle copiose nevicate ma basta guardare appena all’anno scorso per rendersi conto che non sempre sarà così. Il cambiamento climatico impone nuove strategie e soprattutto una competitività anche negli altri mesi dell’anno. A cominciare dall’estate.
Ed è proprio questa la vera sfida per rilanciare definitivamente il Terminillo. Non puntare solo sulla presenza delle neve per portare i turisti in quota ma offrire servizi all’altezza e quindi renderlo attrattivo sempre. Uno step che ancora non si è riusciti a fare. Anche se le premesse sembrano esserci grazie anche ai copiosi finanziamenti arrivati o in dirittura d’arrivo che potrebbero dare una ulteriore spinta.
Ma la domanda è sempre la stessa: ha senso continuare a investire nel turismo invernale? La Fondazione CIMA ha esaminato le precipitazioni nevose sui rilievi: ebbene se a livello nazionale, la media registra un -63% di neve negli ultimi 15 anni, nel Reatino il dato è addirittura peggiore con un calo del 65%.
Ma ad allarmare come detto è anche l’aumento delle temperature che rende impossibile mantenere la neve al suolo, vanificando gli sforzi per l’innevamento artificiale, non più praticabile soprattutto su piste a quote relativamente basse, come nel caso del Terminillo, comprese tra i 1500 e 1900 metri di altitudine.
Un caso eloquente è rappresentato dagli impianti di altre due stazioni montane presenti sul territorio: Campo Stella di Leonessa e Selvarotonda di Cittareale rimaste chiuse in questi anni non solo per la carenza di neve ma anche per gli insostenibili costi di gestione. Eppure sull’industria dello sci si continua a investire grandi quantità di denaro.
Due sono gli interventi che riguardano il comprensorio del Terminillo: l’ormai famoso TSM2 un progetto, approvato dalla Regione Lazio cinque anni fa e che coinvolge i Comuni del comprensorio (Cantalice, Cittaducale, Micigliano, Leonessa oltre a Rieti), per un investimento di 50 milioni di euro, di cui solo 20 coperti da un impegno di spesa regionale e il resto a carico di eventuali investitori privati. Progetto ad oggi sparito dai radar.
Il secondo invece riguarda il finanziamento di oltre 2 milioni di euro destinati al potenziamento dell’innevamento artificiale uno strumento “vitale per rendere la stagione sempre più indipendente dalle variabili climatiche”. Finanziamento che si aggiunge ai 2,5 milioni per il nuovo impianto polivalente di Cinque Confini una struttura fondamentale sempre a detta del Comune che permetterà di ampliare l’offerta turistica contribuendo a rendere attrattivo il Terminillo tutto l’anno. Una pioggia di soldi che potrebbe anche non garantire la soluzione a tutti i problemi.
Quest’anno, infatti, la provvidenziale spessa coltre bianca caduta ha avuto anche il merito di coprire tutte le criticità della nostra stazione montana. A tal punto che gli abitanti del Terminillo non hanno perso l’occasione di ribadire l’assenza di interventi nonostante proclami, promesse e rassicurazioni che si perdono nella notte dei tempi. Insomma per chi vive la montagna tutto l’anno l’ennesima presa in giro.
Il rilancio di una stazione montana passa anche attraverso l’offerta dei servizi che è in grado di offrire non solo ai turisti ma anche ai pochi residenti. Come la presenza di uno sportello bancario, ufficio postale, una farmacia, un benzinaio e persino un bancomat capace di erogare contanti con regolarità.
Magari partendo dall’individuazione di nuove aree di sosta per evitare che chi arriva a Pian de’ Valli o a Campoforogna sia costretto a parcheggiare in doppia fila lungo la Terminillese con inevitabile intralcio alla viabilità e problemi di sicurezza per i pedoni. Ma questo forse è un tema assai rognoso che forse l’attuale amministrazione preferisce far restare a valle. Meglio cercare di gestire un problema che crearne un altro.








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