5 aprile: 5 anni senza Crescenzo Di Blasio

Il 5 aprile ricorre il quinto anniversario della scomparsa di Crescenzo “Enzo” Di Blasio. Un uomo che ha diviso la sua vita tra un rigoroso senso dello Stato e una viscerale passione per l’automobilismo sportivo. Oggi lo ricordano colleghi e amici. Al servizio dello stato la sua carriera nelle istituzioni lo ha visto protagonista di pagine fondamentali della storia giudiziaria italiana: fu direttore di istituti di pena come Voghera (PV), Milano Opera, Ascoli Piceno ne periodo della carcerazione di Toto’ Riina, Roma Rebibbia sezione dei detenuti politici, incarico che gli valse anche la vita sotto scorta per alcuni anni, perché in un covo delle Brigate Rosse fu rinvenuto il piano di un attentato progettato dai terroristi nei suoi confronti. A San Gimignano e Firenze fu il vicedirettore più giovane d’Italia, istituti dove ha lasciato un segno indelebile per capacità gestionale e fermezza e dove è’ ricordato ancora oggi con affetto da decine di collaboratori, guadagnandosi sul campo la fiducia dell’amministratore penitenziaria nazionale, che gli affidò incarichi quali anche la gestione dei maggiori pentiti di mafia dell’epoca, che per alcuni periodi, durante gli anni 80, sono stati reclusi in gran segreto proprio nel carcere di Santa Scolastica a Rieti. Di Blasio fu fidato collaboratore del giudice Giovanni Falcone, conosciuto a Palermo dove era stato spedito a dirigere il penitenziario dell’Ucciardone. Insieme a lui e a Gianni De Gennaro, capo della Criminalpol e futuro capo della Polizia.

Organizzò il trasferimento nel carcere di via Terenzio Varrone dei pentiti più importanti, le cui rivelazioni costituirono la base dei principali processi istruiti contro Cosa Nostra. Fu così che a Santa Scolastica, per diversi periodi negli anni ’80, soggiornarono Tommaso Buscetta (brevemente, appena estradato dal Brasile), Francesco Marino Mannoia, Salvatore “Totuccio” Contorno e, più a lungo, Antonino Calderone, appena sfuggito a un attentato nel carcere di Marsiglia e per questo spostato in tutta fretta e di nascosto a Rieti. È stato uno dei fondatori del GOM (Wikipedia – Gruppo operativo mobile, polizia penitenziaria).

La passione per le corse. Parallelamente all’impegno professionale, Di Blasio ha portato avanti una lunga carriera nel motorsport, gareggiando poco più che ventenne con una Fiat 124 Sport, sia nelle cronoscalate che in pista cambiando negli anni 80 con rally off-road al volante di una Range Rover per passare infine negli anni 90 ai campionati auto storiche, dove ha gareggiato con le Alfa Romeo Giulia e Giulietta della Scuderia del Portello e Giglio Corse di Firenze. Andarsene a 69 anni è stato un’ingiustizia profonda che lascia ancora oggi tanta rabbia. Resta il suo ricordo e l’esempio di un uomo che non si è mai risparmiato, sempre gentile e disponibile con tutti.

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