Il clima attorno alla sanità reatina si fa ogni giorno più teso. L’operato della ASL di Rieti è finito nuovamente nel mirino, con un malcontento crescente che coinvolge non solo i cittadini, ma anche tutte le principali sigle sindacali interne all’azienda.
A preoccupare maggiormente è la situazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Camillo de Lellis, dove il sovraffollamento sembra ormai essere diventato la normalità. Una condizione che, secondo diverse voci, ha superato da tempo la soglia di guardia e rischia di compromettere seriamente la qualità dell’assistenza.
Non meno allarmanti sono le indiscrezioni che riguardano i consultori familiari, presidi fondamentali per il territorio, per i quali si teme addirittura un possibile ridimensionamento o smembramento. A questo si aggiungono le criticità legate alla gestione del personale, tema già finito al centro delle cronache dopo la recente condanna inflitta alla ASL dal Tribunale di Rieti per comportamento antisindacale, a seguito del ricorso promosso dall’Anaao Assomed.
Di fronte a un quadro che appare sempre più complesso, arriva la richiesta di un confronto istituzionale. Gabriele Bizzoca, esponente di “T’immagini”, ha infatti sollecitato la convocazione della Commissione consiliare Sanità del Comune di Rieti, con l’obiettivo di fare chiarezza e affrontare in modo condiviso una fase che viene definita di vera e propria emergenza.
Alla riunione, secondo la proposta, dovrebbero prendere parte il direttore generale della ASL, Mauro Maccari, il sindaco Daniele Sinibaldi – in qualità di massima autorità sanitaria locale – e le rappresentanze sindacali unitarie dell’azienda.
L’impressione, al di là delle prese di posizione politiche, è che il sistema sanitario locale sia arrivato a un punto di svolta: o si interviene con decisione, oppure il rischio è quello di lasciare che le criticità diventino strutturali. E a pagarne il prezzo, come sempre, sarebbero i cittadini.








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