Amatrice, oltre i cantieri: i giovani riaccendono l’Appennino

Si è svolta questa mattina ad Amatrice la tappa amatriciana del roadshow “Restare, Partire, Tornare”, il progetto “Ripartiamo Insieme — area del Cratere 2016” promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione Guido Castelli, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’appuntamento, rivolto prevalentemente a studenti e giovani del territorio, ha trasformato il borgo simbolo del sisma del 2016 in un laboratorio di idee, visioni e progettualità per il futuro dell’Appennino centrale. Oltre trecento giovani hanno animato la mattinata, in un format inedito che ha coniugato testimonianze imprenditoriali, dialogo istituzionale e partecipazione attiva attraverso un hackathon conclusivo.

Il format: il palco come podcast

La giornata è stata condotta da Eleonora Scaiola, volto noto di RDS, e Ian Tognon, fondatore di una web radio giovanile del territorio, ufficialmente presentata al pubblico per la prima volta proprio in questa occasione. Il palco, allestito come uno studio web radio, ha ospitato interviste in stile podcast, contributi video e momenti di interazione diretta con la platea, in una formula pensata per abbattere la distanza tra chi parla e chi ascolta.

Le voci del territorio: quattro imprenditori sul palco

Cuore della mattinata è stato il blocco dedicato ai giovani imprenditori del cratere. Sul palco si sono alternati:

  • Julia Antonucci, fondatrice di Ubi Maior, azienda agricola a Roccasalli (Accumoli), nata dalla scelta di tre sorelle di tornare a coltivare terreni a 1.100 metri di quota con zafferano, piccoli frutti ed erbe officinali.
  • Emanuele Capriccioli, fondatore di EvolvE, impresa sociale che ha scelto Amatrice come sede della prima fiera edilizia stabile nel cuore del cratere sismico, in programma dal 29 al 31 maggio 2026.
  • Aleandro Bucci, fondatore di TDF Events – Torneo delle Frazioni di Amatrice, che ha trasformato una competizione sportiva locale in un’impresa sociale e in un punto di riferimento per i giovani del territorio.
  • Alessia Brandimarte, dell’Azienda Agricola Brandimarte, che dopo aver perso stalla, caseificio e magazzini nel terremoto del 2016 ha scelto di restare e ricostruire: un nuovo caseificio e una struttura di accoglienza.

 

Il confronto istituzionale

La mattinata ha visto anche un momento di dialogo aperto tra istituzioni e studenti. Sono intervenuti il Commissario Guido Castelli, il Sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, in collegamento il Sindaco di Cittareale Francesco Nelli, il Sindaco di Accumoli Mauro Tolomei, il Sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi, Questore della Camera dei Deputati, e Manuela Rinaldi, Assessore ai Lavori pubblici e Politiche di Ricostruzione della Regione Lazio. Ha portato un contributo anche la Rettrice dell’Università della Tuscia Tiziana Laureti, in relazione alle potenzialità del Biodistretto e alla collaborazione con il territorio.

«I numeri parlano chiaro: quasi 13.000 cantieri chiusi, 9.000 in corso, 1.500 opere pubbliche già avviate. La ricostruzione ha cambiato passo, e Amatrice — con le sue 69 frazioni, con la sua complessità amministrativa unica — ne è la prova più concreta. Ma i cantieri da soli non bastano: ci siamo posti fin dall’inizio il problema di non ricostruire edifici vuoti. Abbiamo lavorato per rilanciare territori che altrimenti sarebbero rimasti a rischio spopolamento, e oggi i dati ci dicono che quella scommessa sta funzionando: in quest’area è diventato difficile trovare lavoratori, perché la domanda di lavoro cresce più veloce dell’offerta. Questo è il momento in cui i giovani possono e devono entrare in gioco. La ricostruzione non ammette pause, ma soprattutto non ammette che le case nuove restino vuote.»


Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016

«Questo percorso che terminerà il mese prossimo ruota attorno a tre elementi che hanno un fascino particolare. Restare, partire e tornare sono la giusta declinazione del lavoro che stiamo cercando di fare tutti insieme, ognuno nel proprio ruolo, per mettere in condizione ragazzi e ragazze di fare delle valutazioni che non siano obbligate, ma siano il frutto di scelte, che derivano anche delle opportunità che mettiamo a loro disposizione.»

Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani

L’hackathon conclusivo: i giovani si raccontano

A chiudere la mattinata è stato un hackathon facilitato, condotto da Alexandra Filotei, che ha invitato gli studenti a rispondere in tempo reale a domande sul loro rapporto con il territorio, sulle loro aspirazioni e sulle idee di impresa che vorrebbero avviare. I risultati sono stati letti e commentati in diretta, costruendo una fotografia collettiva di come le nuove generazioni guardano al futuro dell’Appennino.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.15, la giornata è proseguita con attività organizzate da TDF Events e un dj set, per coinvolgere i giovani del territorio in un momento di incontro e comunità.

I numeri del mercato del lavoro nel cratere

Nei 138 Comuni dell’area sisma, negli ultimi tre anni si registrano oltre 302.000 nuovi rapporti di lavoro attivati, pari a un incremento del 6,4%. Nel Cratere Ristretto, l’indice sale al 13,1% tra il 2022 e il 2024, a fronte di una media nazionale del 4,8% nello stesso periodo. Nel primo semestre del 2025, mentre la media nazionale segna un calo del -1,2%, i comuni del cratere mantengono un andamento positivo. I 900 milioni di euro approvati attraverso il programma Next Appennino attiveranno, secondo le stime, 4.700 nuovi posti di lavoro, con un impatto atteso del 22,9% sul valore aggiunto nelle aree più colpite.

(Fonti: Cresme su elaborazioni Servizio Statistico Sviluppo Lavoro Italia su dati SISCO MLPS, ISTAT e INPS; Excelsior 2024-2025; stime Cresme su dati Invitalia e Unioncamere)

 

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