(di Christian Diociaiuti) Medaglia d’argento mondiale per Mattia Furlani ai Campionati indoor di Torun. Nel lungo, il talento azzurro, bicampione del mondo all’aperto e al coperto e bronzo olimpico, sfiora la conferma del titolo ma deve arrendersi a un clamoroso finale del portoghese Gerson Baldè, capace di volare a 8,46 all’ultimo salto, misura che vale anche la miglior prestazione mondiale stagionale.
Si tratta della settima medaglia consecutiva per Mattia Furlani. È la quarta volta sul podio mondiale per Furlani dopo i due ori del 2025, all’aperto a Tokyo e indoor a Nanchino, e l’argento al coperto di Glasgow nel 2024. Una gara tutt’altro che semplice per il reatino, condizionato già dalla vigilia da problemi di stomaco che ne hanno messo a rischio concentrazione e brillantezza. Nonostante tutto, Furlani parte forte con 8,16, ma chiude il primo turno al terzo posto, superato dal bulgaro Sarabuyokov e dallo stesso Baldè. Nel secondo salto arriva la reazione: 8,25, ma la sfida è apertissima e il bulgaro risponde con 8,31, mentre si inserisce nella lotta anche il cubano Hodelin. Dopo un nullo al terzo tentativo e un 8,23 al quarto, Furlani piazza il colpo al quinto salto: 8,39, misura che eguaglia il personale e lo proietta in testa in una finale di altissimo livello.
Ma il verdetto arriva negli ultimi salti: Baldè pesca il jolly proprio nel momento decisivo con un incredibile 8,46. Furlani prova a rispondere nell’ultimo tentativo, trova una misura lunghissima, ma è nullo. Sfuma così l’oro, resta un argento pesante, conquistato con carattere in una serata complicata, gestita con la mamma-allenatrice Kathy dagli spalti.
A sostenere il campione, tutta Rieti. La Studentesca Milardi si è ritrovata al cinema Moderno per seguire la gara su maxischermo dopo una giornata intensa tra gare e trasferte. Un tifo caloroso, un’emozione collettiva che ha accompagnato ogni salto. L’eco della medaglia ha subito fatto il giro della città: applausi, orgoglio e complimenti per un campione che continua a tenere altissima la bandiera azzurra. Anche quando l’oro sfugge per pochi centimetri.
Foto: Grana/FIDAL ©








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