“L’enigma di Via dei Tigli quando l’urbanistica sfida la logica (e vince lei)…” – LA SEGNALAZIONE

Riceviamo e pubblichiamo una segnalazione da parte di un lettore sulla situazione in via dei Tigli.

C’è un nuovo capitolo nel grande libro dei misteri urbani reatini, e questa volta il protagonista è un tratto di strada che sembra essere stato progettato da un architetto con il gusto per l’assurdo.
Parliamo di Via dei Tigli, zona dove, tra nuovi marciapiedi nella parte opposta l’uscita pedonale dai condomini che si trovano praticamente in mezzo da una carreggiata appena fuori casa, e vecchie strisce blu, il senso civico e la segnaletica sono finiti in un vicolo cieco.

Un puzzle di asfalto e mattoncini
Fino a poco tempo fa, la situazione era chiara: parcheggi blu su lato sinistro , spazio di manovra garantito e un’organizzazione lineare.
Poi, l’illuminazione. È stato creato un nuovo marciapiede in blocchetti sul lato opposto, trasformando la carreggiata in una gimkana.

Il risultato? Una stratificazione di errori che confonderebbe anche il navigatore più esperto:
Le vecchie strisce blu “fantasma”: In mezzo alla strada sopravvive la vecchia segnaletica orizzontale. Ora le strisce blu non delimitano più un posto auto, ma sembrano suggerire una traiettoria immaginaria che nessuno sa come interpretare.

Il caos creativo: In assenza di una segnaletica chiara e aggiornata che cancelli il passato, i cittadini hanno scelto la via dell’autogestione optando per il parcheggio in entrambi i lati della strada.
Ognuno parcheggia dove può, come può, ignorando i rimasugli di una logica che non esiste più.
Quando il decoro diventa intralcio
Se l’obiettivo del nuovo marciapiede ( peraltro senza un cestino per la spazzatura per tutta la via) era migliorare la vivibilità per i pedoni, l’effetto collaterale è stato il caos per i conducenti.

Senza un intervento deciso per cancellare la vecchia segnaletica e ridisegnare gli stalli in base alla nuova ampiezza della strada, il “senso civico” diventa un concetto astratto. Come si può pretendere il rispetto delle regole quando le regole stesse (scritte sull’asfalto) si contraddicono tra loro?
La cittadinanza attende segnali: non solo di vernice fresca, ma di buonsenso urbanistico. Prima che il “parcheggio creativo” diventi la norma definitiva.

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