Provincia, l’opposizione: “Cuneo ignora le Commissioni e va avanti a colpi di maggioranza”

“Nella seduta consiliare di ieri abbiamo assistito a un’ulteriore dimostrazione dell’idea di potere che ha in testa la Presidente della Provincia di Rieti Roberta Cuneo – scrivono in una nota i consiglieri di opposizione Gabriele Bizzoca, Simone Salini e Alessandro Spaziani – e più in generale la classe dirigente del centrodestra. Un’idea del tutto distorta, fuori dal solco della democrazia rappresentativa. Era in programma la votazione su due variazioni di bilancio per l’esecuzione di lavori in diverse scuole del territorio. In occasione della prima variazione abbiamo annunciato il nostro voto favorevole – tanto che è stata poi approvata all’unanimità -, nonostante il mancato passaggio nelle commissioni competenti, perché abbiamo ritenuto che fosse comunque giusto per senso di responsabilità non mettere a repentaglio i fondi per le comunità interessate”.

E continuano: “Abbiamo chiesto tuttavia alla presidenza l’impegno di tenerci informati costantemente sugli step dei lavori, già da prima che questi vengano affidati, e per tutta la durata degli stessi. Apprestandoci a votare sulla seconda variazione di bilancio, la Presidente Cuneo ha voluto esplicitamente ringraziare i Consiglieri di maggioranza per il loro coinvolgimento nella definizione del provvedimento, ammettendo dunque di aver reso partecipe in sede di analisi delle scelte strategiche, anziché l’intero Consiglio attraverso le commissioni previste dalla legge, solo alcuni dei suoi rappresentanti, quelli politicamente più fedeli.

‘È materia di chi governa e non della minoranza’, ha precisato la Cuneo, di fatto esautorando il Consiglio. Poco importa la nostra (inevitabile!) scelta di astensione che ne è conseguita. Ciò che ci preme sottolineare, per l’ennesima volta, è il modus operandi della Presidente, del tutto inaccettabile e contrario ai principi più elementari di trasparenza, collegialità e rispetto delle istituzioni. Il Consiglio provinciale non è un orpello formale né un passaggio burocratico da aggirare quando risulta scomodo: è il luogo della rappresentanza democratica, in cui tutte le componenti – maggioranza e minoranza – devono poter contribuire, conoscere, approfondire, valutare. Escludere sistematicamente una parte dei Consiglieri, rivendicandolo persino in modo così aperto, significa svuotare di senso il ruolo stesso dell’assemblea e ridurre la politica a una gestione ristretta e autoreferenziale del potere. E per il centrodestra, purtroppo, non è una novità” concludono..

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