Sanità a Rieti, il robot Da Vinci rivoluziona la chirurgia: “Un sogno che si avvera”

Foto: COCUCCIONI ©

(di Cristian Cocuccioni) Un investimento da circa due milioni di euro che segna un punto di svolta per la sanità reatina. I primi mesi di attività del robot chirurgico Da Vinci tracciano già un bilancio estremamente positivo, tra entusiasmo degli operatori e benefici concreti per i pazienti.

“È un sogno che si avvera”, “un obiettivo raggiunto”, “migliora notevolmente la ripresa del paziente”: sono queste alcune delle dichiarazioni che accompagnano l’introduzione di una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili in ambito medico. Il sistema Da Vinci garantisce infatti precisione millimetrica, minore invasività e tempi di recupero più rapidi, elementi che stanno già facendo la differenza nella qualità delle cure.

L’acquisto è stato reso possibile grazie alla donazione della Fondazione Varrone, in sinergia con la ASL di Rieti e la Sapienza Università di Roma. Una collaborazione che guarda non solo al presente, ma anche al futuro della formazione medica: gli studenti di Medicina potranno utilizzare il robot come strumento didattico, acquisendo competenze sempre più integrate tra medicina e tecnologia.

Il direttore generale della Asl, Mauro Maccari, sottolinea come il progetto vada oltre la semplice introduzione di un macchinario: “Non solo il Da Vinci, ma una vera e propria sala robotica. Un obiettivo raggiunto grazie a un’unione di intenti”.

Dello stesso avviso il presidente della Fondazione Varrone, Mauro Trilli, che evidenzia il valore strategico dell’iniziativa: “Non è una donazione, è un investimento per la nostra comunità. È l’investimento più importante della Fondazione da quando esiste, fondamentale anche per la formazione dei futuri medici”.

Il prorettore della Sapienza, Antonio Angeloni, ricorda come a Rieti studino circa 200 studenti di Medicina: “Qui puntiamo su una medicina del territorio, ma con forti competenze tecnologiche e ingegneristiche. Questo progetto alza il livello qualitativo”.

Dal punto di vista clinico, i risultati sono già evidenti. Il responsabile dell’Urologia, Mauro Caponera, parla di un vero salto di qualità: “È un sogno che si avvera. I pazienti operati ci scrivono ancora per ringraziarci. Questo macchinario garantisce la stessa qualità a tutti, rendendo le cure più ‘democratiche’”.

Anche la direttrice del reparto chirurgico, Alessandra Ferretti, sottolinea i benefici: “È vero che la robotica ha costi elevati, ma consente dimissioni più rapide e un decorso ospedaliero del tutto normale per il paziente”.

Infine, il direttore sanitario Angelo Barbato evidenzia un dato significativo: “Grazie a questa nuova visione, un paziente con tumore ha scelto di venire a Rieti per operarsi”.

Un segnale importante per il territorio: il robot Da Vinci non rappresenta solo innovazione tecnologica, ma anche un’opportunità concreta per rendere la sanità locale sempre più attrattiva, efficiente e proiettata verso il futuro.

IL COMUNICATO STAMPA

Si è tenuta questa mattina, presso l’Aula Magna della ASL di Rieti, una conferenza stampa utile a presentare i primi mesi di utilizzo del sistema denominato “Da Vinci Xi”, apparecchiatura di chirurgia robotica mininvasiva acquisita dalla ASL reatina grazie alla donazione di 1.96 milioni di euro da parte della Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti. All’incontro hanno partecipato il Direttore Generale Asl Rieti, Mauro Maccari, il Direttore Sanitario, Angelo Barbato, il Presidente della Fondazione Varrone, Mauro Trilli, il responsabile dell’UOC Urologia dell’Ospedale San Camillo de Lellis, Mauro Caponera, il Direttore del Dipartimento emergenza, urgenza e percorso chirurgico Alessandra Ferretti e il pro Rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Antonio Angeloni.

LE INFO

Il robot da Vinci Xi è, tra i sistemi da Vinci, la piattaforma più evoluta, nonché il sistema più avanzato per la

chirurgia robotica mininvasiva. È costituito da tre componenti principali: console chirurgica, carrello paziente e carrello visione, rispettivamente il centro di controllo, il componente operativo e l’unità centrale di elaborazione dell’immagine del sistema robotico.

Il sistema Da Vinci offre numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia open, alla chirurgia laparoscopica tradizionale o alla più avanzata laparoscopia teleassistita, sia agli operatori che ai pazienti. Tra i principali vantaggi clinici la facilità di accesso ad anatomie difficoltose, la visualizzazione più dettagliata e la maggior precisione nella procedura demolitiva e nella ricostruzione mentre tra i vantaggi per i pazienti migliori risultati estetici grazie alle piccole incisioni, minore necessità di trasfusioni e minor dolore post-operatorio.

LE DICHIARAZIONI

Il Direttore Generale della ASL Rieti, Mauro Maccari, ha sottolineato “la svolta conseguita con il sistema robotico Da Vinci e la sala allestita con tutte le migliori tecnologie. È stato un risultato possibile grazie al concorso di tutte le persone che hanno avuto un ruolo. Tutti gli attori di questa vicenda hanno collaborato in maniera assidua e senza prevaricare gli altri dimostrando che dalla sinergia tra Enti e persone nascono grandi progetti”. Entusiasta anche il Presidente della Fondazione Varrone, Mauro Trilli, che ha sottolineato il significativo investimento, “il più grande mai messo in campo dalla Fondazione. Si tratta di un’innovazione che porta vantaggi alla comunità locale dal punto di vista sanitario ma che possiede anche un valore aggiunto derivante dal coinvolgimento dell’Università. Insomma, un progetto ambizioso che siamo contenti di aver introdotto e che meritava l’impegno della Fondazione Varrone”. Grande soddisfazione per i primi mesi di utilizzo della strumentazione è stata espressa anche dal professor Angeloni per conto dell’Università La Sapienza e dai sanitari Barbato, Ferretti e Caponera.

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.