Osteria Antonelli, una passione che viene da molto lontano. LA STORIA

AZIENDE AMICHE DI RIETILIFE – Il 18 dicembre scorso, Gianmarco Antonelli inaugura a Rieti la sua nuova attività di ristorazione, Osteria Antonelli. A lui vanno i più sentiti auguri per una piena affermazione, che siamo certi non tarderà a consolidarsi e a diffondersi nel mondo della buona tavola italiana, quella cucina alla quale è stato recentemente riconosciuto il titolo di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. La storia di Gianmarco affonda le sue radici molto lontano nel tempo: è una storia scritta nel DNA. Tutto ha inizio con il Cavalier Augusto Antonelli, fratello del trisnonno di Gianmarco, Sante Antonelli, meglio conosciuto come Sor Augusto. Tra la fine dell’Ottocento e il 1923, anno della sua prematura scomparsa, Sor Augusto si affermò a Roma con il celebre ristorante La Rosetta, situato nei pressi del Pantheon, tra via della Rosetta e via Giustiniani (da non confondere con l’attuale locale di via della Rosetta).

La Rosetta divenne rapidamente uno dei locali più in auge della Capitale e fu tra i primi a sviluppare un autentico servizio di catering per alberghi e famiglie di rilievo, grazie a un ingegnoso sistema di trasporto delle vivande che ne garantiva il mantenimento in temperatura tramite fornetti sui quali venivano impilate fondine e pentole. Il piatto clou del ristorante era la finanziera, un timballo ricco e sostanzioso a base di frattaglie di pollo – le celebri regaglie romane – e vitello. Ma ciò che rese immortale il nome del locale nei decenni successivi furono i suoi supplì, straordinari per dimensioni e soprattutto per la caratteristica forma conica, tanto da ispirare il noto detto romano: “fare la fine del cuoco de La Rosetta”.

Sor Augusto Antonelli era una figura amata e universalmente rispettata, ricordata per la lungimiranza imprenditoriale, l’abilità gestionale, l’affabilità e la profonda umanità. I suoi funerali, celebrati nell’agosto del 1923, furono imponenti: tutti i ristoranti di Roma chiusero, l’afflusso di popolo e personalità fu enorme e l’orazione funebre si tenne addirittura in piazza Santi Apostoli. Accanto a lui va ricordato il fratello Francesco Antonelli, detto Sor Checco, rinomato pasticcere e titolare dello storico Bar Antonelli al Pantheon. Degno di menzione anche Federico Antonelli, cugino del bisnonno Gildo, che già nei primi anni del Novecento gestiva un ristorante in via della Mercede. Tra i suoi clienti abituali figurava il celebre poliziotto italo-americano Joe Petrosino, impegnato a Roma nel coordinamento delle azioni di contrasto alla mafia siciliana.

A partire dagli anni Trenta entra in scena Ermenegildo Antonelli, per tutti Gildo, bisnonno di Gianmarco e autentica pietra miliare della ristorazione romana. Fu tra i primi a intuire le enormi potenzialità offerte dalla vicinanza con la Stazione Termini, trasformando il suo punto gastronomico – anch’esso celebre per fritti e supplì – in un riferimento imprescindibile per viaggiatori e cittadini. Gildo gestì inoltre altri locali storici nel cuore di Roma, come la Fiaschetteria Gatti nei pressi di Fontana di Trevi e Il Tinello, ristorante di grande successo all’inizio di via Cavour, vicino ai Fori Imperiali. Infine, per successione anagrafica, il padre di Gianmarco: Marco Antonelli, chef di grande esperienza, che ha guidato per anni diversi ristoranti – da ultimo ad Antrodoco – e che oggi si appresta a diventare un mentore attento e prezioso per il figlio. Gianmarco Antonelli saprà certamente essere all’altezza di una storia familiare che attraversa oltre un secolo di ristorazione italiana, entrando a pieno titolo nel novero di quelle famiglie che hanno fatto della cucina un patrimonio culturale, professionale e umano.
A Gianmarco va quindi l’augurio che questo nuovo capitolo rappresenti solo l’inizio di un altro secolo di passione, affermazioni e successi. (di Fabio Antonelli)

OSTERIA ANTONELLI
Via Giuseppe Garibaldi, 272/274, 02100 Rieti RI
Telefono: 392 900 5240

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