Tra droni, mappe storiche e paesaggio: all’I.I.S “Carlo Jucci” prosegue il corso su Archeologia, Architettura e Acqua

Prosegue con larga partecipazione il corso “Archeologia, Arte, Architettura e Acqua nel territorio – tra memoria e reinterpretazione”; un percorso didattico interdisciplinare che si sta svolgendo presso l’IIS Carlo Jucci di Rieti, con gli studenti del Liceo Classico e del Liceo Scientifico, voluto fortemente dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Paola Testa per infondere nei ragazzi, con un approccio consapevole, creativo e coraggioso, la conoscenza e la valorizzazione del territorio. Il laboratorio assume come luogo privilegiato di studio e di analisi l’area dell’asta fluviale del Velino compresa tra il ponte romano e il ponte pedonale: uno spazio in cui si stratificano natura, archeologia, architettura, storia e cultura, ma dove si possono ipotizzare possibili visioni per il futuro della città.

Nei primi incontri sono stati affrontati temi fondamentali per la lettura e l’interpretazione del paesaggio. Un appuntamento è stato dedicato alle tecnologie digitali per il rilievo del territorio: il consigliere G. M. Argenti dell’Ordine dei Geometri e Geometri Laureati di Rieti ha mostrato agli studenti il funzionamento e l’utilizzo di droni, laser scanner e strumenti avanzati di rilevazione, spiegando come l’osservazione dall’alto insieme al rilievo topografico permettano di comprendere l’orografia, la struttura e la morfologia fisica di un’area con grande precisione. Il successivo incontro ha invece affrontato il tema dello studio storico e della ricerca documentaria: il dottor Roberto Lorenzetti, ispettore onorario del Ministero della Cultura ed ex direttore dell’Archivio di Stato di Rieti, ha guidato gli studenti attraverso l’analisi di cartografie storiche, vedute, immagini d’epoca e documenti catastali, esponendo quanto il confronto tra fonti bibliografiche e iconografiche sia fondamentale per comprendere l’evoluzione di un territorio e il riconoscimento delle tracce nel paesaggio contemporaneo.

Guidati con entusiasmo dai professori Marco Rosati e Sara Chiaretti, gli studenti stanno così entrando in contatto con un metodo di lavoro basato su studio, osservazione diretta, analisi e progettualità. Un approccio metodologico che mira a stimolare nei ragazzi la capacità di guardare con occhi nuovi ciò che li circonda e favorire la conoscenza e la tutela del patrimonio storico, artistico, archeologico e ambientale. Nei prossimi incontri i ragazzi saranno infatti chiamati a sviluppare proposte progettuali capaci di valorizzare e rendere più leggibile il tratto del fiume. I risultati finali offriranno nuovi spunti per riflettere sul rapporto tra memoria, risorse del paesaggio e futuro del territorio reatino.

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