Una lettera semplice, diretta, senza retorica. Ma con un peso specifico enorme. A scriverla è una cittadina di 90 anni che ha voluto ringraziare il Centro Prelievi dell’ospedale provinciale di Rieti per i miglioramenti registrati negli ultimi mesi.
La missiva è indirizzata al Direttore Emiliano Grillotti e parte da un presupposto chiaro: “Alla mia età le visite al centro prelievi sono diventate frequenti e proprio per questo desidero condividere un’esperienza positiva”.
Parole che raccontano la quotidianità di tanti anziani, per i quali un accesso in ospedale non è un fatto sporadico ma un appuntamento costante. Ed è proprio da questa prospettiva che arriva il riconoscimento più significativo.
“Da tempo mi rivolgo al Centro Prelievi della nostra città e ho sempre trovato personale gentile, paziente e professionale. Per noi anziani anche un sorriso o una spiegazione data con calma fanno la differenza e ci fanno sentire accolti e rispettati”, scrive la signora Tosti.
Non solo cortesia, ma anche organizzazione. La novantenne sottolinea infatti un cambio di passo evidente dall’inizio dell’anno: “Ho notato che l’organizzazione è migliorata ulteriormente: le prenotazioni sono diventate più semplici, gli orari meglio organizzati e i numeri gestiti con maggiore attenzione. Tutto è ora più veloce, efficace ed efficiente”.
Un passaggio che va dritto al punto: meno burocrazia, meno attese, più ordine. “Le attese si sono ridotte e non ci sono più le lunghe code che in passato mettevano in difficoltà soprattutto le persone più anziane. L’accesso è più ordinato e scorrevole, e questo rende l’esperienza molto più serena”.
La lettera attribuisce questi risultati alla guida del Direttore di Dipartimento, il dottor Stefano Venarubea: “So che questi miglioramenti sono stati possibili grazie alla guida del Direttore di Dipartimento, Dott. Stefano Venarubea, che ha saputo portare un’organizzazione più moderna e attenta alle esigenze dei cittadini. Quando chi dirige lavora con serietà e visione, i risultati si vedono, e noi utenti lo percepiamo chiaramente”.
In un momento storico in cui la sanità finisce spesso sotto i riflettori per criticità e disservizi, la signora Tosti sceglie di accendere una luce diversa: “In un periodo in cui si parla spesso solo di problemi, credo sia giusto riconoscere anche chi lavora con impegno e umanità”.
Una testimonianza che vale più di tante statistiche. Perché quando a parlare è chi ha 90 anni, e frequenta quei corridoi con regolarità, il giudizio è concreto, vissuto. E, soprattutto, autentico.








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