“La dismissione, sia pur parziale, degli immobili della Camera di Commercio di Rieti dimostra che la fusione con Viterbo si sta rivelando per il nostro territorio una sostanziale dismissione dell’attività di un ente che dovrebbe e potrebbe invece essere catalizzatore dello sviluppo della provincia”. Lo affermano in una nota Claudio Coltella e Alberto Paolucci, rispettivamente Segretario della Cgil di Rieti Roma Est Valle dell’Aniene e Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina Romana.
“Purtroppo avevamo ragione – ricordano Coltella e Paolucci – Lo affermammo quattro anni fa e lo ripetiamo oggi: la fusione era sbagliata nella sostanza e nella forma, e sta determinando un allontanamento delle opportunità che gli enti camerali promuovono e indirizzano sul territorio”.
“La rappresentanza reatina nel comitato di gestione, sia pur lodevole nelle intenzioni, nei fatti non ha potuto contrastare un processo di assorbimento mal pensato e mal gestito sin dal primo momento – concludono i sindacalisti – Il rinnovo in atto del consiglio, giunto a naturale scadenza, non sembra portare buone notizie in quanto si vocifera di una ulteriore penalizzazione della rappresentanza reatina nell’ente. A conti fatti non riusciamo a vedere prospettive di cambiamento all’orizzonte. E così, l’attuale processo alla fine vedrà evaporare anche il palazzo di via Paolo Borsellino”.








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