Verso le elezioni del 2027 – L’EDITORIALE DI LUIGI SPAGHETTI

Tra poco più di un anno i reatini saranno chiamati a rinnovare il consiglio comunale. Sindaco in testa. La data ovviamente non è ancora stata decisa ma orientativamente si andrà alle urne la primavera del 2027 o al più tardi a inizio estate.

Le prossime settimane saranno importanti per la formazione degli schieramenti e la scelta dei candidati anche alla luce dei cambiamenti che hanno caratterizzato le varie coalizioni a livello nazionale e i riflessi che avranno a livello locale.

Per quanto riguarda i candidati sindaco al momento le uniche certezze sono quella del primo cittadino uscente Daniele Sinibaldi per il centrodestra e Claudio Valentini ex FdI oggi leader della Federazione Civica in opposizione all’attuale giunta.

Il centrodestra nostrano è impegnato a ricompattarsi dopo le frizioni avute in passato ma, dicono i soliti bene informati, ancora esistenti. La ricandidatura di Sinibaldi ha fatto storcere la bocca a più di qualcuno soprattutto nella Lega tanto da ipotizzare una propria candidatura.

Ipotesi non ancora del tutto tramontata nonostante i chiarimenti di facciata tra primo cittadino e i vertici del carroccio impegnati a loro volta a monitorare gli effetti del divorzio dal generale Vannacci che, a quanto pare, starebbe lavorando per gettare le basi anche in Sabina del suo nuovo partito e quindi impegnati a serrare le fila e scongiurare una emorragia di dirigenti e iscritti come sta accadendo nella vicina Viterbo.

Rimanendo nel centrodestra anche per Forza Italia saranno giorni importanti per definire il nuovo percorso politico e avviare una fase di riorganizzazione del partito sul territorio dopo le divisioni interne culminate con la sfiducia e conseguente uscita del coordinatore provinciale Fagiani. Il compito è stato affidato al commissario Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia che ha subito ribadito la fedeltà all’attuale sindaco.

Ora si attende la convocazione del congresso provinciale per riportare gli Azzurri in una situazione di piena normalità e riconquistare un ruolo primario all’interno della coalizione.

Quindi, al momento, l’unico certo di sfidare Sinibaldi è Claudio Valentini che ha deciso di lasciare Fratelli d’Italia proprio perché in contrasto con il modo di interpretare la gestione amministrativa della città. Una candidatura ribadita di recente anche per smentire le voci secondo cui la sua sarebbe stata una mossa concordata con l’attuale sindaco.

Dal centrosinistra, invece, ancora nessuna candidatura ufficiale anche se il Pd, attraverso il suo segretario comunale Antonacci, ha chiarito almeno le dinamiche all’interno della coalizione in vista del voto amministrativo. Un passo avanti rispetto al silenzio di questi mesi.

Il primo obiettivo è quello di non presentarsi in ordine sparso come accaduto nel 2022 quando il centrosinistra arrivò alla tornata elettorale diviso su tutto e quindi perdente già prima dell’apertura delle urne. Forte di quella lezione il Partito democratico sta lavorando per l’apertura di un tavolo di confronto tra le forze di opposizione senza porre veti particolari.

In tal senso a muoversi per primo è stato l’ex sindaco Petrangeli anche se l’apertura alla Federazione civica di Valentini ha creato qualche imbarazzo proprio all’interno dei dem anche se – come sottolineato da Antonacci – i rispettivi consiglieri comunali già dialogano su alcune iniziative e proposte.

Il dilemma del centrosinistra è sempre lo stesso: candidare qualche figura della società civile in grado di unire consensi e tenere insieme il Campo Largo o al contrario puntare su uomini e donne di partito scelta che in passato – fatta eccezione per l’elezione di Petrangeli – non ha mai pagato?

A farsi sentire è stata anche Sinistra Italiana che ritiene sbagliate fughe in avanti e ha invitato a rimanere su quanto già deciso e approvato da tutte le forze della coalizione e cioè scegliere un candidato capace di unire e parlare a tutta la città. Da qui la necessità di trovare una sintesi e bloccare all’origine una deriva frazionistica.

Ma in questa fase un ruolo importante potrebbero averlo i movimenti civici che nel frattempo sono nati in città e sui social per denunciare criticità e sensibilizzare su temi fondamentali come ambiente, energie rinnovabili e urbanistica. Movimenti che rappresentano una buona fetta di cittadini scontenti dell’attuale situazione e decisi a cambiare lo stato delle cose.

Dunque non proprio liste civiche tradizionali o liste civetta legate a gruppi politici ma che assumono caratteristica di movimento d’opinione a dimensione locale, ben strutturato e potenzialmente capace di incidere in una competizione elettorale magari con un proprio candidato sindaco.

Per i partiti tradizionali riuscire a intercettare quel bacino elettorale – così come combattere l’astensionismo che a Rieti si è attestato intorno al 50% – potrebbe far pendere l’ago della bilancia a proprio favore. Lo sanno bene e allora sarà importante ascoltare e possibilmente dare voce anche alle loro istanze.

Forse il parziale dietro-front della giunta Sinibaldi sulla questione parcheggi (per dirne una) potrebbe essere interpretato in questo senso. In tempo di elezioni partiti e candidati diventano come d’incanto più sensibili a risolvere i problemi e addirittura pronti a scendere a compromessi.

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