C’è una strada, a Rieti, che non è più soltanto un nastro d’asfalto malridotto. È diventata il simbolo di un fallimento politico lungo vent’anni. Si chiama Via Ville e collega Ville Sant’Elia al capoluogo. O meglio: dovrebbe collegarla. Lo scrive un lettore.
Non serve fare l’elenco di chi ha amministrato e di chi no. Non è una questione di bandierine. È una questione di responsabilità. Perché oggi, nel 2026, quella strada è un percorso a ostacoli: buche profonde, avvallamenti, tratti dissestati. Il prezzo lo pagano i cittadini ogni giorno: gomme spaccate, braccetti e fuselli rotti, cerchi storti. E non è un modo di dire, è meccanica pura.
Poi c’è il tema che pesa di più. In Italia – a parole – si parla di rilancio dei borghi, di ripopolamento delle aree interne, di qualità della vita lontano dalle grandi città. Belle parole. Ma qui la realtà va in direzione opposta: una viabilità così riduce l’attrattività a zero. Chi è costretto rientra la sera affrontando il rischio e i danni. Chi potrebbe scegliere, semplicemente evita. E non c’è bisogno di studi sociologici per capirlo.
Il punto più delicato, però, riguarda le emergenze. A Ville Sant’Elia vivono ultranovantenni, persone fragili, cittadini con disabilità. È vero, esiste un percorso alternativo passando da Sant’Elia Alto. Ma anche lì l’asfalto cede in più punti. Più chilometri, rallentamenti obbligati, slalom tra le buche. E allora la domanda è semplice, brutale: quanto impiegherebbe un mezzo di soccorso in più? Un minuto? Due? A volte la differenza tra la vita e la morte sta in sessanta secondi. Sessanta.
Possiamo davvero parlare di società civile quando una comunità resta isolata di fatto, pur trovandosi a pochi minuti dal capoluogo? Possiamo continuare a far finta che sia solo un problema “tecnico”, una pratica in attesa di fondi, un intervento rimandato al prossimo bilancio?
Manca un anno alle elezioni. Prima o poi qualcuno busserà a quelle porte per chiedere consenso. La domanda è: con quale credibilità? Gli abitanti di Ville Sant’Elia non chiedono passerelle, non vogliono promesse, non cercano slogan. Chiedono asfalto, sicurezza, rispetto.








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