Rosati: “Per D’Avenia teatro esaurito e pubblico da tutta Italia. Una scelta coerente con il percorso di Capitale Italiana della Cultura”

L’Assessore alla Cultura del Comune di Rieti, Letizia Rosati:

«Il 2026 è, tra le altre cose, l’anno della ripartenza del Premio Letterario, una manifestazione prestigiosa e molto apprezzata a Rieti e non solo, nata da una felice intuizione dell’ex Assessore alla Cultura Gianfranco Formichetti. Interrotto a causa della pandemia, il Premio è stato riattivato con risorse del Comune di Rieti nel 2025, per giungere a piena realizzazione nel 2026.

Proprio per sottolineare l’importanza di questa ripartenza abbiamo voluto organizzare una serata speciale al Teatro Flavio Vespasiano, finanziata attraverso il progetto PNC Next Appennino, a sostegno dei Comuni del cratere sismico anche tramite eventi culturali di qualità e di respiro nazionale.

Per rilanciare il Premio era necessario uno scrittore autentico, capace di confrontarsi con i grandi classici della letteratura occidentale. Nell’anno in cui Rieti è impegnata nel percorso di Capitale Italiana della Cultura, la scelta di Alessandro D’Avenia è stata naturale e ponderata. D’Avenia, che esordì proprio a Rieti quindici anni fa con il romanzo “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, ha dedicato un lavoro profondo e originale ai testi omerici, rendendoli vivi e contemporanei.

Non è stato casuale neppure l’avvio della stagione teatrale con “L’Iliade. Il gioco degli dei”, interpretata da Alessio Boni: un vero e proprio dittico culturale dedicato a Omero, pensato per segnare simbolicamente questo anno con un forte richiamo ai fondamenti della nostra tradizione letteraria.

La serata ha registrato il tutto esaurito, con una presenza significativa di giovani. D’Avenia, docente e narratore capace di parlare alle nuove generazioni, ha guidato il pubblico in un viaggio intenso nel cuore dell’uomo, restituendo l’attualità del racconto omerico senza accademismi. Gli applausi a scena aperta testimoniano quanto il messaggio sia stato condiviso.

Abbiamo raggiunto anche un altro obiettivo: creare un attrattore culturale capace di portare persone a Rieti. I biglietti sono stati acquistati da spettatori provenienti da Roma, Terni, Perugia, Termoli, L’Aquila, Torino, Viterbo, Frosinone, Latina, Teramo fino a Benevento. È la dimostrazione che anche una città di provincia può diventare punto di riferimento culturale, quando propone qualità e visione.

Desidero ringraziare Alessandro D’Avenia e la casa editrice Mondadori per aver scelto la nostra città, nonostante i numerosi impegni, e il dirigente Stefano Berton insieme a tutto il personale comunale che ha lavorato con professionalità e dedizione alla riuscita dell’iniziativa.»

Foto: Gianluca VANNICELLI ©

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