Rieti si tinge di giallo: il 28 marzo la Giornata Mondiale dell’Endometriosi

Il dolore non è normale. Con questo messaggio forte e chiaro, la città di Rieti si appresta a celebrare la Giornata Mondiale dell’Endometriosi il prossimo 28 marzo 2026. Un evento che unisce istituzioni, professionisti della salute e cittadini per rompere il silenzio su una patologia che in Italia colpisce circa 3 milioni di donne.

L’iniziativa, promossa da Rieti Consapevole in collaborazione con l’ASL di Rieti, la Regione Lazio, la Provincia e il Comune di Rieti, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi cruciali: il ritardo diagnostico e l’inadeguatezza dei criteri di invalidità, puntando tutto su formazione e consapevolezza.

Il Programma della Giornata

Il pomeriggio di sabato 28 marzo sarà scandito da tre momenti principali che trasformeranno il centro storico in un palcoscenico di solidarietà:

* Ore 15:00 – Flash Mob “ENDO dance”: In Piazza Vittorio Emanuele II, i ballerini di Danzarte Rieti daranno vita a una performance dal titolo “Danzare per rompere il silenzio”.

* Ore 15:30 – Camminata Consapevole e Solidale: Un percorso che attraverserà il cuore della città, toccando Via Roma, Ponte Romano e Via della Verdura.

* Ore 16:00 – Endo Cafè presso “Tre Porte”: Il momento clou dell’evento in Via della Verdura, 21. Un incontro dedicato all’ascolto e al confronto, aperto da un’overture musicale di Valentina Cesarini (“Suoni dell’Anima”).

Un Tavolo Multidisciplinare per la Salute delle Donne

L’incontro presso “Tre Porte” vedrà la partecipazione di figure istituzionali e un team di esperti per affrontare l’endometriosi sotto ogni punto di vista (medico, psicologico e nutrizionale).

Interverranno, tra gli altri:

* On. Angelo Tripodi, Vice Presidente Commissione Sanità della Regione Lazio.

* Dott. Vincenzo Spina, Responsabile Consultorio Rieti.

* Le ginecologhe Jessica Melluso e Rachele Tittoni, la psicologa ASL Stefania Mariantoni, la nutrizionista Eleonora Farese e la naturopata Consuelo Filippi.

La giornata sarà arricchita dalla testimonianza di Federica Lama, offrendo uno sguardo autentico su cosa significhi convivere con questa malattia, e si concluderà con un dibattito aperto e una chiusura musicale.

 

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