(di Giulia Testa) Il civismo prova a smettere di essere esperienza episodica e a darsi una forma organizzata. È questo il senso politico dell’incontro che ha visto a Rieti la presentazione ufficiale di Progetto Civico Italia, la rete nazionale promossa da Alessandro Onorato, assessore al Turismo, Sport, Grandi Eventi e Moda della Capitale. Una tappa che segue la partecipazione alla Festa dell’Unità di ottobre, quando Onorato aveva anticipato alcuni punti dell’iniziativa, poi formalizzata a Roma il 20 ottobre 2025. Ma, al di là del quadro nazionale, il dato più significativo riguarda il livello locale.
Il dibattito è stato coordinato da Enrico Panfilo, in rappresentanza del comitato promotore di Progetto Civico Italia – Rieti, che ha sottolineato come “questo incontro rappresenti l’inizio di un percorso di ascolto e coinvolgimento del territorio”, evidenziando l’importanza di creare occasioni di confronto aperto tra cittadini, amministratori e realtà civiche. Hanno partecipato al dibattito Daniele Rinaldi, segretario dell’associazione Nome Officina Politica, Roberto Di Loreto, consulente d’azienda, Claudio Valentini, presidente del Consiglio comunale e coordinatore della Federazione civica della provincia di Rieti, e l’ex sindaco Simone Petrangeli, oltre a rappresentanti sindacali della Fiom come Luigi D’Antonio, consiglieri comunali (come Gabriele Bizzoca) e amministratori del territorio. Un segnale di attenzione che conferma la volontà di strutturare una rete politica stabile. A fianco di Valentini anche l’ormai ex Segretario di FI, Emanuele Fagiani.
Nel capoluogo sabino il progetto potrebbe prendere forma attorno a una federazione civica già attiva in Consiglio comunale. “Siamo sei consiglieri comunali, siamo usciti dai partiti”, ha rivendicato Valentini, confermando la propria candidatura a sindaco con una lista civica. “Ci siamo spogliati delle nostre ideologie di provenienza per il bene comune”. Un passaggio che segna la trasformazione del civismo da identità amministrativa a opzione elettorale dichiarata.
Petrangeli ha posto il tema della continuità politica delle esperienze civiche: “Le realtà civiche hanno forza perché legate ai territori, ma hanno debolezza perché non hanno una base politica e terminano alla fine delle amministrazioni”. Da qui l’idea di una rete nazionale capace di offrire struttura e prospettiva, superando la frammentazione locale, e quindi l’appoggio verso il Progetto Civico dell’assessore capitolino.
Nel suo intervento Onorato ha chiarito l’ambizione dell’iniziativa: “Il mio obiettivo non è dividere il centro sinistra, ma ri-coinvolgerlo”. E ancora: “I partiti politici sono parte del problema, sono diventati respingenti”. La rete civica, ha spiegato, nasce per “giocare con le stesse regole dei partiti” e lanciare una “costituente” capace di mettere in struttura esperienze diffuse in diverse regioni.
Centrale il tema territoriale. “Rieti è un posto fantastico ma manca una visione. Nel 2025, anno del Giubileo, con tutti i santuari e il potenziale del turismo religioso, ha avuto il 10% in meno di flusso turistico”, ha osservato, sottolineando la necessità di rafforzare il legame con la Capitale: “Il progetto di sviluppo di Rieti deve essere legato a Roma”. Una prospettiva che mira a superare il romacentrismo senza rinunciare a un’integrazione strategica. Resta ora da capire se il civismo reatino saprà consolidarsi oltre la fase fondativa o se rimarrà contenitore di energie fuoriuscite dai partiti tradizionali. La differenza, questa volta, non la farà la retorica della novità, ma la capacità di tradurre la “costituente” evocata in classe dirigente e progetto concreto di città.
Foto: TESTA ©







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