Il giorno 8 febbraio 26 si è svolto il saggio- spettacolo dell’Associazione Parkinson di Rieti Odv che ha visto andare in scena presso il teatro della parrocchia di Madonna del Cuore ben 18 aspiranti attori, la maggior parte dei quali affetti da una malattia degenerativa, il morbo di Parkinson, coadiuvati da alcuni caregiver e volontari. Questo gruppo ha seguito un percorso di arte terapia già da qualche anno, percorso che stimola le capacità espressive e comunicative, verbali e non verbali, cimentandosi in altre performance negli ultimi anni( dal 2018). Quest’anno l’asticella dell’impegno si è alzata in quanto il lavoro è cominciato nell’inventarsi un personaggio e nel provare a scrivere anche le proprie battute, pertanto la storia inedita che ne è scaturita è frutto di una scrittura a 18 mani, la regista ha avuto il compito di cucire il tutto creando una trama ambientata in una osteria alla fine degli anni 70: l’osteria del luna park, un contenitore in scena più confortevole per le persone con maggiore difficoltà motoria evitando così l’andare e venire dalle quinte al palcoscenico.
Rispetto agli scorsi anni nessuno di loro ha voluto fare un accenno manifesto o simbolico alla propria condizione di malato, o alla fatica, da parte dei caregiver, di sostenere il proprio congiunto e l’intero gruppo ha deciso che l’unico obiettivo questa volta, era di staccare la spina dalla fatica e dalla pesantezza della malattia dimenticando in scena, per il tempo delle prove e della rappresentazione, di sé stessi e possibilmente cercando di far sorridere il pubblico.
Il teatro ha questo importante ruolo dimostrando che spesso l’arte, in tutte le sue forme, merita davvero di essere considerata una terapia talvolta più efficace sul benessere della persona fragile del, seppur necessario, supporto farmacologico. Nella trama della commedia non è un caso che si parli di cibo, una trattoria è un luogo dove si somministrano piatti coccolando un po’ i clienti ed è simile ad un luogo di cure per i pazienti. L’unico accenno alla malattia è proprio il nome, il nome dell’osteria, luna park… perché il Parkinson si comporta un po’ come l’andamento di alcune giostre, su e giù, vorresti liberarti di quei sintomi, ma nonostante i farmaci, tornano sempre facendo oscillare lo stato d’animo di chi lo vive, proprio come le fasi lunari.
Lo spettacolo, realizzato nell’ambito del progetto “IO RECITO” sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese, ha ricevuto un ottimo consenso di pubblico, che ha partecipato numeroso e si è emozionato di fronte alla disinvoltura dei protagonisti, alla loro motivazione e presenza scenica, ma soprattutto all’atmosfera che si è creata sul palcoscenico come in sala, una grande gioia nel vedere un gruppo di persone che con coraggio e forza sfida i limiti della malattia trasmettendo speranza , entusiasmo e amore per vita.







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