Sulla zona franca urbana del sisma 2016 torna il dibattito, con il Gruppo Ricostruiamo Insieme Amatrice e Frazioni che interviene per chiarire quella che definisce una comunicazione fuorviante sulla presunta proroga delle agevolazioni.
Secondo il gruppo, attorno alla misura si starebbe alimentando una confusione che rischia di generare aspettative non corrispondenti alla realtà. In una nota spiegano: “Sulla zona franca urbana del sisma 2016 si continua a fare confusione, e non è una confusione innocente. La recente comunicazione ‘sulla proroga al 2026 dell’esonero contributivo’ lascia intendere che la misura sia stata rinnovata e che le imprese del cratere possano continuare a beneficiarne. In realtà, non è così: non esiste alcun nuovo bando, né nuove agevolazioni attivabili. È stato semplicemente consentito l’utilizzo dei crediti d’imposta residui a quelle poche aziende che li avevano maturati negli anni precedenti al 2025”.
Il tema riguarda in particolare i comuni più colpiti dal terremoto, come Amatrice e Accumoli, dove – sottolineano – il tessuto produttivo continua a ridursi. “Nei territori più colpiti dal sisma, come Amatrice e Accumoli, la verità è sotto gli occhi di tutti: le imprese sono ormai pochissime e molte di quelle rimaste stanno chiudendo. La ZFU, se davvero fosse stata rinnovata con nuove risorse e nuove domande, avrebbe potuto rappresentare uno strumento concreto per contrastare lo spopolamento economico e sociale. Così non è stato”.
Da qui la critica a quella che viene definita una narrazione eccessivamente ottimistica delle misure in campo: “Continuare a presentare come proroghe quelle che in realtà sono solo operazioni contabili sui residui del passato, rischia di diventare pura propaganda, mentre i territori continuano a svuotarsi”.
Il gruppo indica anche la strada che, a suo avviso, sarebbe necessaria per invertire la tendenza: “Se si volesse davvero invertire la tendenza, servirebbe il coraggio di misure straordinarie: individuare il vero cratere e prevedere, per almeno 10 anni, un’esenzione fiscale reale e totale per residenti e imprese. Solo interventi di questa portata potrebbero dare un segnale credibile di rilancio. Il resto, purtroppo, sono annunci che non cambiano realtà di chi vive ogni giorno queste aree”.
Un intervento che riporta l’attenzione sulle difficoltà economiche e sociali delle zone terremotate e riaccende il confronto sull’efficacia degli strumenti messi in campo per sostenere la ripartenza.
Foto: RietiLife ©







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