“Zaino a terra, scarpe chiodate riposte. Il tuo cammino continua sulle vette celesti.” Così Santa Rufina saluta Remo D’Angelosante, alpino e uomo, colonna silenziosa di una comunità che oggi perde un punto fermo. Remo se n’è andato con la stessa discrezione che ha sempre contraddistinto la sua presenza, lasciando un segno profondo, mai esibito.
Remo era presenza prima ancora che parola. Bello di una bellezza netta, forte come chi ha imparato presto il linguaggio della terra e della natura. “L’amore per la terra, la natura, i frutti della terra dal seme alla maturazione, Remo sapeva trasformarli: tirar fuori da loro il meglio”. Uomo di poche parole ma di senso profondo, marito fedele e padre presente, aveva la capacità rara di capire prima che qualcuno parlasse. Abituato al dialogo con la natura che tanto ha amato, sapeva stare saldo nelle proprie convinzioni.
Accanto a lui Vittoria, compagna di vita e metà luminosa di una coppia d’altri tempi: “un film bellissimo degli anni ‘60”. Un’immagine che resta. Oggi Santa Rufina lo saluta e lo ringrazia per l’esempio lasciato di uomo, lavoratore, marito e padre. Un esempio che continua a parlare. L’Associazione “Rulli e Cantine” e l’intera comunità di Santa Rufina esprimono il più profondo cordoglio e si stringono con affetto alla famiglia, custodendo un ricordo forte e saldo, come la montagna che Remo ha tanto amato.








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