Pd: “30mila euro pubblici per un monologo a pagamento”

Una scelta che accende il dibattito politico e culturale in città. I consiglieri comunali del Partito Democratico Avetti, Bigliocchi e Volpicelli intervengono duramente sul finanziamento comunale destinato allo spettacolo di Alessandro D’Avenia al Teatro Flavio Vespasiano, sollevando dubbi sull’uso delle risorse pubbliche e sul modello di gestione culturale adottato dall’amministrazione.

“Il Comune di Rieti ha stanziato 30.000 euro di risorse pubbliche per l’organizzazione di uno spettacolo di Alessandro D’Avenia al Teatro Flavio Vespasiano, con un biglietto dal costo di 31,50 euro”.

Lo spettacolo, spiegano i consiglieri, è “un monologo ispirato all’ultimo libro dell’autore, Resisti, cuore. L’Odissea e l’arte di essere mortali (Mondadori)”, sottolineando che “non si tratta di una produzione teatrale autonoma, ma di un intervento performativo direttamente legato a un libro attualmente in commercio”. Una scelta definita “legittima”, ma “discutibile quando viene sostenuta in modo così consistente con fondi pubblici, per un evento a pagamento e accessibile solo a pochi”.

Nel dettaglio, “ai 30.000 euro stanziati dal Comune – destinati in parte al cachet dell’artista e in parte a una società privata incaricata dell’organizzazione – si aggiungono gli incassi della biglietteria che, come previsto dal regolamento del Teatro, resteranno interamente al soggetto organizzatore”. Un’operazione che, numeri alla mano, porterebbe “oltre 9.000 euro con 300 spettatori e più di 15.000 euro con 500 spettatori, senza alcun ritorno diretto per l’ente pubblico”.

“Il modello che emerge è chiaro e preoccupante: soldi pubblici impiegati per coprire i costi, ricavi solo per il privato, biglietti cari e un beneficio concentrato in una sola serata”. Da qui la critica a “nessuna idea di programmazione culturale costruita insieme alla città” e a “una scelta calata dall’alto”.

Il Pd richiama anche esperienze passate: “Festival come Liberi sulla Carta hanno ospitato negli anni decine di scrittori e intellettuali con ingresso gratuito” e “numerosi eventi di altissimo livello, durante gli assessorati di Gianfranco Formichetti e AnnaMaria Massimi, erano gratuiti e capaci di animare settimane intere di iniziative con costi molto più contenuti”.

La conclusione è netta: “Quelle risorse potevano – e dovevano – essere utilizzate per costruire una programmazione culturale ampia, accessibile e duratura, capace di coinvolgere la città e lasciare un’eredità concreta”.

Foto: RietiLife ©

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.