Farmacia rurale di Torricella in Sabina, una cittadina: “La conferenza stampa che non scioglie il nodo della trasparenza”

Commento di una cittadina alla vicenda di Torricella.

Un commento sulla conferenza stampa del Comune di Torricella in Sabina
La conferenza stampa annunciata dal Comune di Torricella in Sabina sulla vicenda della farmacia rurale pone una questione preliminare che non può essere elusa: la trasparenza degli atti.
A fronte di una formale richiesta di accesso, presentata nel rispetto della normativa vigente, sono stati consegnati circa 20 documenti a fronte di oltre 40 espressamente richiesti. Si tratta di un dato oggettivo, non contestabile, che rende evidente come l’accesso agli atti non sia avvenuto in modo pieno e soddisfacente. Finché questa lacuna non viene chiarita e colmata, qualsiasi operazione di comunicazione pubblica appare quantomeno problematica.
In questo contesto, è legittimo chiedersi quale sia il senso di una conferenza stampa che si limita a ribadire una narrazione già ampiamente diffusa dalla Sindaca sui social e in altre occasioni pubbliche, senza accompagnarla con la messa a disposizione integrale della documentazione richiesta e dovuta. Le sentenze amministrative sono note, sono state più volte richiamate e commentate: non è su questo piano che si gioca oggi la questione centrale.
Il punto critico riguarda ciò che non è stato mostrato, ciò che non è stato consegnato, e ciò che continua a restare fuori dal perimetro della comunicazione ufficiale. In assenza di una esposizione completa degli atti, la conferenza stampa rischia di apparire come un’operazione di rafforzamento della narrazione politica attraverso una cornice istituzionale più “potente”, piuttosto che come un reale momento di chiarimento.
La presenza del Prefetto di Rieti, Pinuccia Niglio, della ASL Rieti e dell’Ordine dei Farmacisti, pur formalmente legittima, assume in questo quadro un significato preciso: quello di costruire una rappresentazione di compattezza istituzionale che, nei fatti, non sostituisce né può sostituire la trasparenza amministrativa. Le istituzioni non possono diventare una scenografia a supporto di una versione dei fatti quando restano inevase richieste documentali puntuali.
Particolarmente discutibile è il ruolo dell’Ordine dei Farmacisti, che in questa vicenda non risulta aver sollevato pubblicamente alcuna questione in merito alla tutela del collega coinvolto, né in merito alla evidente disparità di trattamento rispetto ad altre farmacie della provincia di Rieti che operano in condizioni analoghe. La sua presenza in conferenza stampa, in assenza di una chiara presa di posizione su questi aspetti, contribuisce a rafforzare una narrazione unilaterale anziché garantire equilibrio e terzietà.
Il nodo, dunque, non è la reiterazione di una lettura delle sentenze, ma il mancato rispetto del principio di trasparenza, che è un obbligo giuridico prima ancora che politico. Senza la consegna completa degli atti richiesti, senza la possibilità di verificare integralmente il percorso amministrativo e le sue scelte, ogni conferenza stampa rischia di apparire come un tentativo di neutralizzare osservazioni e critiche legittime attraverso una sovraesposizione istituzionale.
La fiducia dei cittadini non si costruisce moltiplicando le presenze sul palco, ma rendendo accessibili tutti i documenti, senza selezioni, senza omissioni e senza scorciatoie comunicative. Finché questo non avverrà, il problema della trasparenza resterà intatto, e con esso le domande che l’Amministrazione è chiamata a chiarire.
Foto: RietiLife ©
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