Mezzetti alla Rana: “Il Pnrr? Un prestito per rifare solo i marciapiedi, servivano infrastrutture. Valentini? Mi è simpatico ma…”

(di Giulia Testa) Torna “La Rana nel Pozzo”, il talk di politica condotto dal direttore Emiliano Grillotti, che nella prima puntata dell’anno ha ospitato Alessandro Mezzetti, esponente del Partito Democratico cittadino, ex consigliere e assessore comunale e provinciale. Una puntata densa, che ha spaziato dalla politica internazionale fino ai nodi irrisolti della scena locale tra ironia, affondi e analisi senza sconti.

Lo sguardo si è aperto con la geopolitica: al centro del confronto le tensioni internazionali legate ai rapporti tra Trump e Maduro e il caso Groenlandia: “È un fatto gravissimo”, ha osservato Mezzetti. “Non sono un fan di Maduro, ma se cadono le regole del diritto internazionale si crea un precedente pericoloso; lo stesso vale per la Groenlandia” ha aggiunto.

Il focus si è poi spostato inevitabilmente su Rieti, a partire dalle opere infrastrutturali e dai cantieri aperti in città. “Il sottopasso di via Velinia è stato chiuso per mezz’ora dopo le piogge, non è normale dopo gli interventi fatti. C’è sempre una scusa per i malfunzionamenti. E poi – aggiunge – il Comune si è preso il merito di tre svincoli che erano in programma da almeno quindici anni”, ha detto Mezzetti. “Se a Rieti si è messo qualcosa in campo su Salaria e Università, il merito è stato di Fabio Melilli; senza contare che già nel 2009, quando assessore era Enzo Antonacci, si parlava di Sabina Universitas”.

Duro il giudizio sull’utilizzo dei fondi del Pnrr. “Con quei soldi fare marciapiedi, al di là della cosmesi urbana, è un grave danno. Io avrei investito in infrastrutture, strade, piste ciclabili. I lavori sono stati fatti di corsa e non sono di qualità. La sicurezza dei cantieri è un altro tema che meriterebbe attenzione”. Secondo Mezzetti, esaurita la spinta del Pnrr, “le maglie si sfalderanno”. Sul piano istituzionale, Mezzetti è tornato anche sul voto del Pd in consiglio comunale sulla questione parcheggi. “I consiglieri hanno votato secondo coscienza ma come centrosinistra non possiamo arrivare in aula senza un’idea alternativa. In questo senso, Antonacci sta facendo un grande lavoro”.

Capitolo a parte la vicenda di Claudio Valentini. “Ho grande simpatia per lui. La sua uscita dalla maggioranza è stata una presa di posizione netta e apre uno spazio politico al centrosinistra per organizzarsi e costruire un’alternativa. Il suo rientro in maggioranza? È una delle scene possibili di questo film”. Resta aperta la questione del candidato sindaco. “Ci vuole il tempo che ci vuole. Enzo Antonacci ha avviato un’importante interlocuzione con il centrosinistra. Il campo largo ora ha un progetto di città che punta allo sviluppo oltre i marciapiedi. Non ci si deve stupire se il Pd ambisce a esprimere un proprio candidato sindaco, anche civico, capace di guidare un’alleanza larga”.

La puntata si è chiusa con una riflessione sui temi concreti: “L’acqua è un bene pubblico, le infrastrutture dovrebbero servire a valorizzarla sul territorio, non a regalarla altrove”. E sui servizi: “È buonsenso pretendere qualità se si paga un servizio, a partire dalle mense scolastiche con pasti locali”. Una puntata ricca di spunti e ironia, tratti distintivi del Pozzo più celebre del Reatino. L’appuntamento è ora alla prossima settimana. Chi sarà il prossimo a cadere nel Pozzo?

Foto: Gianluca VANNICELLI ©

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