Carceri nel Lazio al collasso, Rieti maglia nera: sovraffollamento record e mancano 607 agenti di Polizia Penitenziaria

La situazione delle carceri del Lazio continua a peggiorare e Rieti è uno degli epicentri dell’emergenza. A lanciare l’allarme è la Fns Cisl Lazio, che fotografa un quadro senza giri di parole: sovraffollamento fuori controllo e una grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria.

 

Secondo i dati aggiornati al 5 gennaio 2026 del Ministero della Giustizia, nei 14 istituti penitenziari del Lazio sono reclusi 6.637 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 5.312 posti. Il risultato è un sovraffollamento di 1.325 unità. Parallelamente, il personale non basta: a livello regionale mancano 607 agenti di Polizia Penitenziaria, pari a circa il 18% dell’organico previsto.

 

Rieti tra gli istituti più sovraffollati

 

Il Nuovo Complesso – Casa Circondariale di Rieti è tra le strutture più in difficoltà dell’intera regione. I detenuti presenti sono 519, contro una capienza regolamentare di 295 posti. In altre parole, 224 persone in più del consentito. Celle strapiene, spazi ridotti e condizioni che rendono complicata – quando non impossibile – una gestione ordinata e sicura della vita detentiva.

 

Non va meglio altrove: Rebibbia registra un surplus di 480 detenuti, Viterbo +263, Civitavecchia +223, Velletri +168. Numeri che parlano da soli.

 

Pochi agenti, carichi di lavoro insostenibili

 

Sul fronte del personale la musica non cambia. A Rebibbia mancano circa 200 unità, a Velletri e Viterbo la carenza supera il 22%, Cassino è sotto organico di oltre un quinto. Solo Latina risulta al momento in equilibrio. La conseguenza è una pressione costante sugli agenti in servizio, costretti a turni massacranti e a gestire un numero di detenuti non sostenibile.

 

Negli ultimi giorni si registrano criticità anche negli istituti minorili, in particolare all’IPM di Casal del Marmo e al CPA di Roma, dove la carenza di personale arriva fino al 40%. Una situazione che costringe a “pescare” agenti da altre sedi e persino dagli uffici di esecuzione penale esterna, con modalità che – denuncia il sindacato – ledono le norme contrattuali.

 

Eventi critici e sicurezza a rischio

 

Il clima di tensione si riflette nei numerosi episodi registrati nelle ultime settimane: decessi, aggressioni al personale, atti di autolesionismo e disordini. Segnali evidenti di un sistema sotto stress, dove la mancanza di personale e il sovraffollamento rendono sempre più difficile garantire sicurezza, legalità e percorsi trattamentali efficaci.

 

L’appello della Fns Cisl Lazio

 

Per la Fns Cisl Lazio serve un intervento immediato: completare gli organici, migliorare le condizioni di lavoro degli agenti, rispettare i contratti e assicurare standard dignitosi anche per i detenuti, come previsto dalla Costituzione. Senza correttivi urgenti, avverte il sindacato, le criticità sono destinate ad aumentare, anche in vista dell’apertura di nuovi padiglioni a Civitavecchia e Viterbo.

 

Foto RietiLife ©

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