(di Christian Diociaiuti) Rieti ha risposto alla grande. La proiezione-evento di “Semplice Cliente”, il docufilm di Alessio De Leonardis dedicato alla leggenda di Mario Magnotta, ha riempito la Multisala Moderno ben oltre le aspettative. Una serata di quelle che scaldano l’aria e fanno capire quanto certi personaggi, certi modi di ridere e di vivere, restino impressi nella memoria collettiva più di mille mode passeggere. Prima della proiezione, De Leonardis ha salutato il pubblico con poche parole e molta sostanza: un ringraziamento ai reatini e un invito a guardare oltre la risata, dentro la storia di un uomo che, suo malgrado inizialmente e poi con grande coinvolgimento, diventò il primo caso virale della storia italiana. Il pubblico, intanto, si è divertito fin da subito: gadget per tutti, compresa la celebre banconota da 480 mila lire, e l’immancabile foto accanto al cartonato di Magnotta in compagnia della storica lavatrice Sangiorgio. Un tuffo nel passato, ma con il sorriso di oggi.
Il lavoro di De Leonardis è piaciuto, punto. Scorrevole, ironico, divertente, ma anche capace di tirare fuori quella punta di malinconia che rende le storie vere più forti delle leggende. Magnotta viene raccontato per quello che è stato: una figura nazional-popolare, un uomo comune che — senza volerlo — ha unito il Paese da Nord a Sud, diventando la prima “voce virale” quando internet non esisteva nemmeno nei sogni. Anzi, accompagnando il mondo di internet a de-analogizzare un fenomeno. Ricostruzioni, ricerca documentale, testimonianze e materiali d’archivio costruiscono un quadro ricco, stratificato, che restituisce dignità e profondità a un fenomeno troppo spesso liquidato come “uno scherzo famoso”. In realtà, dietro quell’«No, so’ Magnotta» si nasconde un’Italia intera.
Per chi se lo fosse perso — o vuole semplicemente rivederlo — il Moderno concede il bis: sabato 29 e domenica 30 novembre, alle 19:30, nuova proiezione del film. Un orario pensato per tutti, così nessuno ha scuse. Magnotta, quarant’anni dopo, continua a far ridere, pensare e — sì — anche commuovere. E questa volta, fa tutto dal grande schermo.
Foto: Mescalito Film ©








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