Foto: Gianluca VANNICELLI ©
(di Christian Diociaiuti) Prosegue il percorso di potenziamento dei servizi sanitari all’ospedale San Camillo De Lellis di Rieti. Questa mattina è stato inaugurato il nuovo laboratorio di Biologia molecolare, una struttura che segna un passo decisivo nella qualità della diagnostica e nella rapidità delle cure. Un investimento tecnologico che colloca il nosocomio reatino in una dimensione avanzata, allineata ai centri più moderni del Lazio.
Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, del direttore generale della Asl di Rieti, Mauro Maccari, e di numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, a testimonianza del valore strategico dell’intervento. Il laboratorio, infatti, permetterà di ottenere diagnosi rapide, affidabili e ad altissima precisione, fondamentali per avviare tempestivamente terapie salvavita, soprattutto in campo oncologico.
Le nuove tecnologie aprono la strada a un sistema di analisi avanzato capace di supportare in modo significativo i progetti di ricerca, in continuità con il percorso costruito insieme all’Università “Sapienza” di Roma. Rieti, così, consolida la sua funzione di centro formativo e scientifico in un ambito, quello della biologia molecolare, che oggi rappresenta il cuore pulsante della medicina personalizzata.
A rendere possibile questo traguardo è stato anche il contributo determinante dell’associazione di volontariato ALCLI Giorgio e Silvia, che ha donato alla Asl ben 650mila euro. Una cifra enorme, investita interamente per realizzare gli spazi e dotarli delle tecnologie necessarie. Un gesto di concreta vicinanza alla comunità e di sostegno ai professionisti che operano nell’ospedale reatino.
Il nuovo laboratorio consentirà lo studio dei tumori e una diagnostica avanzata basata su test genetici e molecolari capaci di individuare patologie complesse, comprese quelle di natura ereditaria. Tecnologie che permettono di analizzare DNA e RNA delle cellule, offrendo ai medici la possibilità di orientare le terapie in modo mirato, secondo il profilo genetico di ogni singolo paziente.
Un autentico salto di qualità anche per l’Unità operativa di Anatomia patologica, che potrà così ampliare le attività di prevenzione e garantire trattamenti più efficaci, personalizzati e tempestivi. Un risultato che porta Rieti un passo avanti nella risposta alle nuove sfide della medicina moderna, rafforzando il presidio sanitario provinciale e offrendo ai cittadini strumenti diagnostici di livello superiore.
Con questo intervento, il San Camillo De Lellis si candida ad essere un punto di riferimento sempre più solido e tecnologicamente attrezzato, grazie a un lavoro corale tra istituzioni, professionisti e mondo del volontariato. Un segnale concreto che investire nella sanità territoriale non solo è possibile, ma necessario.








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