Un appello forte e diretto arriva dal Comitato spontaneo di liberi cittadini di Rieti e provincia, che il 14 agosto ha inviato una lettera aperta ai vertici dell’Università della Tuscia, indirizzata al Magnifico Rettore Stefano Ubertini, alla futura Rettrice Tiziana Laureti (in carica da novembre 2025) e al presidente del Corso di Laurea in Scienze della Montagna e dell’Agricoltura di Rieti, Alfredo Di Filippo.
Il testo, corredato da 296 firme, esprime “angoscia e indignazione” per la mancata presa di posizione del Senato Accademico di UNITUS rispetto a quanto sta accadendo in Palestina. Nella lettera si parla apertamente di “genocidio perpetrato dal governo di Israele sul popolo palestinese” e si chiede all’Università di approvare una mozione che condanni “la strategia di conquista e di morte” e riconosca il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese.
Il Comitato ricorda che già il 13 maggio 2025 l’Università “Sapienza” di Roma ha approvato all’unanimità una mozione di condanna per “l’orrore a Gaza” e chiede alla Tuscia di non rimanere in silenzio.
Tra i punti sollevati, anche la preoccupazione per le recenti collaborazioni dell’Ateneo con la Fondazione Med-Or, emanazione di Leonardo Spa, azienda che opera nel settore degli armamenti. Nella lettera si legge: “Ci chiediamo se oltre alle meritorie borse di studio per studenti somali ci sia dell’altro. Sappiamo che la Tuscia aderisce ai bandi MAECI per progetti Italia-Israele, che a fronte di questa escalation di orrori andrebbero boicottati”.
Il Comitato chiede inoltre che UNITUS si faccia promotrice di una rete di università italiane per portare una condanna ufficiale in sede CRUI (Conferenza dei Rettori) e presso il MUR, e che si rafforzi la Rete delle Università per la Pace nel Mediterraneo.
Infine, viene rivolto un invito ad aiutare i ricercatori israeliani dissidenti “affinché si sentano meno soli nella loro protesta di fronte a questa barbarie”.
La lettera, resa pubblica dopo essere stata inviata via email alle sedi istituzionali competenti, si inserisce nella campagna di mobilitazione “Ultimo giorno di Gaza”, avviata a luglio anche a Rieti con fiaccolate, manifestazioni e iniziative di sensibilizzazione.
Il messaggio conclusivo del Comitato è chiaro: “Auspichiamo che le generazioni attuali e future si riconoscano nell’Università della Tuscia anche per questa azione di coraggio e coscienza, nel rispetto del diritto internazionale, e non solo per la cooperazione scientifica e culturale”.