L’opposizione contro l’assessore Rosati: “Venga revocata la sua nomina”

(di Maria Bandini) La protesta contro l’assessore Letizia Rosati si sposta anche all’interno del Consiglio Comunale dopo quella di questa mattina al di sotto dei portici del Comune (Leggi). Emiliana Avetti contesta la nomina della Rosati come assessore alla Cultura e alla Scuola. “Mi sono arrivati tanti messaggi da parte di ragazzi che non si sentono rappresentati. Dobbiamo rappresentare tutti e dare voce a tutti, non solo a chi ci ha eletto. È stata una scelta a mio parere in scienza e coscienza del sindaco, non per voti – ha detto Avetti leggendo un messaggio di un giovane reatino che ha avuto grandi difficoltà ad essere accettato e a sentirsi rappresentato – Dobbiamo fare in modo che gli ultimi non siano ultimi e penso che questa scelta sia discriminatoria nei confronti di tutti. Scelta sbagliata e avventata, non per la persona, ma solo per le esternazioni. Chiediamo ufficialmente la revoca di queste deleghe”. Gli fa eco anche il consigliere Alessio Angelucci: “È un peccato che lei – riferendosi alla Rosati – abbia esternato questa tipologia di parole. Sarebbe stato un ottimo assessore, io stesso l’avevo votata 5 anni fa. Certo, quelle affermazioni sono davvero un macigno anche perché non sono state né chiarite né smentite. La domanda su cui ci dobbiamo soffermare è: quanto noi oggi riusciamo davvero ad avvolgere tutte le sensibilità di questa città? Abbiamo delle responsabilità importanti quando ci esprimiamo in pubblico. Dobbiamo essere accorti. Mi dispiace, te lo dico con il cuore in mano”.

Alla protesta si è poi aggiunta anche Elena Leonardi, consigliere di opposizione, che rivolgendosi al sindaco: “Lei oggi ha giurato sulla Costituzione e sui principi fondamentali, principi di cui però non ha tenuto conto quando ha dato la nomina all’assessore Rosati. È compito delle istituzioni promuovere una cultura contro la discriminazione. Abbiamo redatto un documento in cui chiediamo la revoca alla professoressa Letizia Rosati”.

Foto: Riccardo FABI ©

 

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