(di Sabrina Vecchi) Vuoi per il desiderio “di scaldarsi” ballando considerata la temperatura gelida, per la bravura dei musicisti o per il desiderio di dare un calcio all’annus orribilis appena trascorso, il Capodanno reatino appena trascorso è stato uno dei più vivaci che si ricordassero.
La scelta dell’amministrazione comunale è caduta quest’anno su un protagonista assoluto della musica popolare: e Ambrogio Sparagna & l’Orchestra popolare italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma non hanno certo deluso le previsioni trasformando presto piazza Vittorio Emanuele II in una grande pista da ballo. I reatini, sotto una nevicata artificiale che ha sorpreso i presenti, si sono cimentati in pizzicate, tarante, tammurriate e saltarelli, in una festa spettacolo dedicata al repertorio dei canti e balli della tradizione popolare italiana che il maestro Sparagna porta in giro per il mondo. Allo scoccare della mezzanotte, dopo il brindisi di rito e gli auguri del sindaco Simone Petrangeli, si è assistito da piazza Cesare Battisti ad uno spettacolo di luminarie e fuochi a sincronizzazione musicale a cura della storica pirotecnica Morsani, per poi tornare a ballare fino alle prime ore del mattino.
Bravissimi a coinvolgere il pubblico, oltre al vulcanico Sparagna ed al “nostrano” Raffaello Simeoni, gli strepitosi musicisti dell’orchestra popolare, Clara Graziano voce, organetto e danza, Valentina Ferraiuolo voce e tamburelli, Cristiano Califano alle chitarre, Diego Micheli al contrabbasso, Ottavio Saviano alla batteria, Erasmo Treglia violino, ghironda e ciaramella. Trasversale il pubblico che ha ballato e tenuto il tempo al ritmo di musica: famiglie, giovani, turisti e cittadini di diverse etnie si sono uniti in coreografie improvvisate e spontanee in una grande festa liberatoria di cui, davvero, avevamo bisogno.
Foto: Massimo RENZI ©








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