Il gregario di Mathieu van der Poel si allena nel Reatino: sosta inaspettata tra le colline sabine del nazionale Francesco Busatto

Non capita tutti i giorni di incrociare un professionista del ciclismo World Tour mentre si fa una pausa, sudato ma sorridente, dopo oltre cento chilometri di allenamento. E ancora meno capita di trovarlo seduto in un piccolo bar di passaggio, intento a bere una coca cola come qualsiasi amatore di ritorno dalla sua uscita domenicale.

Eppure è successo, sulle strade del Reatino, dove il caso – o forse il destino del pedale – ha portato un giovane corridore della formazione Alpecin a fermarsi al Tee-pee di Moreno Eleonori, punto di ritrovo ben noto agli appassionati della zona in località Piè di Colle.

Divisa e casco non lasciavano spazio a dubbi: marchi Alpecin e Canyon, quelli delle grandi squadre. E infatti, quando i due cicloturisti presenti hanno provato a “inquadrarlo” con la classica domanda da bar sport – “sei un dilettante?” – la risposta è arrivata secca, ma con il sorriso: “No, sono un professionista”.

Il ragazzo è Francesco Busatto, 23 anni, corridore italiano del team World Tour, uno di quelli che il ciclismo vero lo fanno sul serio, tra Classiche e grandi corse a tappe. “Sono di Bassano del Grappa – ha raccontato – ma ho la ragazza a Terni e quando posso vengo ad allenarmi da queste parti”.

Un dettaglio che spiega la sua presenza tra le strade ondulate del centro Italia, perfette per chi prepara gare dure e selettive. Busatto, infatti, è uno specialista delle corse di un giorno: percorsi nervosi, salite brevi ma intense, e tanta resistenza.

Nel piccolo bar di Piè di Colle, l’atmosfera è cambiata in pochi minuti. Eunice, presenza storica del Tee-pee, insieme ai due appassionati locali, ha subito capito che non si trattava di una giornata qualunque. E la Coca-Cola? Offerta dalla casa, naturalmente.

Poi il momento “tecnico”: il controllo del mezzo. Una Canyon azzurra, gruppo Shimano Dura-Ace elettronico di ultima generazione, tutto rigorosamente firmato Alpecin. Il computer di bordo parla chiaro: oltre 130 chilometri, più di 2600 metri di dislivello, media superiore ai 31 km/h. “Ma ho spinto solo in salita”, ha scherzato lui, con la semplicità di chi è ancora lontano dalle luci più abbaglianti del grande ciclismo.

Tra pochi giorni Busatto sarà al servizio del suo capitano, Mathieu van der Poel, prima alla Freccia Vallone e poi alla Liegi-Bastogne-Liegi. Due classiche monumento dove il lavoro dei gregari vale quanto i colpi dei campioni.

E poi, più avanti, il sogno Giro d’Italia. Quello vero, quello che si corre sulle strade di casa.

Intanto il Reatino si gode l’incontro ravvicinato, di quelli che non si programmano ma restano. Perché certe storie, nel ciclismo come nella vita, passano in fretta… ma lasciano il segno.

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