Il decoro urbano di una città storica non è solo una questione di illuminazione, ma di identità. È questo il messaggio forte che arriva da un folto gruppo di cittadini reatini che, nelle ultime ore, ha dato vita alla mobilitazione “Salviamo Porta Cintia”. Al centro della polemica ci sono i nuovi lampioni installati in via Cintia, giudicati dal comitato promotore “totalmente fuori contesto” e lesivi dell’estetica del cuore antico di Rieti. È nata una petizione, che è stata creata da Gregorio De Santis.
Le ragioni del “No”
Secondo i promotori della petizione, i nuovi punti luce dal design moderno stridono pesantemente con l’architettura circostante.
“Non sono in armonia con il centro storico e alterano l’estetica della città,” si legge nella nota che accompagna la raccolta firme. “Rieti merita rispetto per la sua storia e un’illuminazione che sia in stile coerente con il fascino dei nostri palazzi e delle nostre vie.”
Le richieste al Comune
La mobilitazione, che sta già raccogliendo numerose adesioni sulla piattaforma Change.org, punta a instaurare un dialogo diretto con l’Amministrazione Comunale. I cittadini chiedono formalmente:
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Una revisione dell’intervento urbanistico appena attuato.
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L’installazione di lampioni in stile classico, capaci di valorizzare la bellezza medievale e rinascimentale della zona.
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Un maggiore coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte che riguardano l’estetica e la vivibilità degli spazi pubblici.
Come aderire
La locandina dell’iniziativa, che sta facendo il giro del web, parla chiaro: “Insieme per una Rieti che rispetta la sua storia”. Per chi volesse sostenere la causa e chiedere il ripristino di un’illuminazione tradizionale, è possibile firmare la petizione online al seguente link: Firma qui la petizione su Change.org
La palla passa ora al Comune: i cittadini attendono di sapere se la loro voce porterà a un passo indietro o a un compromesso che possa restituire a Via Cintia la sua antica atmosfera.








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